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Attualità 1 min di lettura15 ott

Hijab vietato nelle scuole: l’Azerbaijan sfida Ankara e accende la protesta

Le nuove regole sulla laicità dell’abbigliamento scolastico hanno provocato manifestazioni e tensioni con la Turchia, mentre partono verifiche in tutto il Paese.

La decisione dell’Azerbaijan ha aperto un fronte di tensione con la Turchia. Un consigliere di Recep Tayyip Erdogan ha definito la misura «inaccettabile» e ha fatto sapere che Ankara si aspetta un passo indietro da Baku.

La protesta nasce dal divieto di indossare l’hijab negli istituti scolastici: secondo quanto riportato, alunne e insegnanti sono rimaste fuori dalle aule. La vicenda assume un peso particolare in un Paese in cui il 95% della popolazione è musulmana.

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La reazione turca al divieto

Il provvedimento azero rischia di ripercuotersi sui rapporti tra i due Paesi, tradizionalmente vicini. La presa di posizione arrivata dall’entourage del presidente turco segnala infatti un dissenso netto sulle nuove norme applicate nelle scuole.

Il consigliere di Erdogan ha contestato l’intervento delle autorità azere e ha chiesto un ripensamento. La formula usata, «Inaccettabile, ci aspettiamo passo indietro», esprime la richiesta di Ankara senza lasciare spazio a interpretazioni sulla gravità attribuita alla decisione.

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Controlli nazionali sull’abbigliamento

Alla base delle manifestazioni ci sono due delibere approvate di recente dal Consiglio dei ministri dell’Azerbaijan. I testi richiamano la necessità di garantire la laicità attraverso le regole sull’abbigliamento nelle scuole.

Le disposizioni prevedono anche l’avvio di controlli su scala nazionale. Proprio l’applicazione uniforme del divieto ha alimentato le proteste, coinvolgendo sia le studentesse sia il personale docente e trasformando una norma scolastica in un caso politico e diplomatico.

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