Hasan, niente diretta per la fucilazione: Trump cambia linea
La condanna del responsabile della strage di Fort Hood resta fissata al 3 dicembre, ma l’esecuzione non sarà trasmessa al pubblico.
L’idea di trasformare la fucilazione di Nidal Malik Hasan in un evento visibile da tutti ha suscitato una dura reazione della Chiesa italiana. Monsignor Francesco Savino ha definito “una barbarie” l’ipotesi di trasmettere l’esecuzione, sostenendo che una condanna militare non dovrebbe diventare uno spettacolo.
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La condanna alla diretta divide
Il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana per il settore meridionale ha ricordato che la sentenza contro Hasan risale al 2013 ed è stata emessa da una corte marziale. Secondo Savino, l’aggiunta di pubblico e collegamento video cambierebbe il significato della pena: non più soltanto l’applicazione di una decisione giudiziaria, ma una dimostrazione costruita attorno alla morte di un uomo.
La presa di posizione è arrivata mentre a Washington si discuteva ancora sulle modalità dell’esecuzione. Hasan, ex maggiore dell’esercito statunitense, è stato condannato per la strage compiuta nel 2009 a Fort Hood.
Vance: io non assisterò
Anche il vicepresidente Jd Vance aveva espresso distanza dall’eventualità di una trasmissione pubblica. Pur definendo l’attacco attribuito a Hasan come il più grave atto terroristico commesso sul territorio americano dopo l’11 settembre, aveva chiarito: “Se alla fine verrà trasmessa in diretta, io non la guarderò”.
Vance aveva inoltre messo in dubbio che il progetto potesse davvero concretizzarsi. La sua posizione si è inserita nel confronto istituzionale seguito alle prime dichiarazioni del segretario alla Difesa Pete Hegseth, che aveva parlato di una fucilazione aperta al pubblico e trasmessa in diretta.
Trump esclude la trasmissione
Donald Trump ha poi chiuso la questione annunciando che l’esecuzione avverrà mediante plotone d’esecuzione, ma senza diretta. Il presidente ha spiegato che, a suo giudizio, una trasmissione potrebbe avere un effetto deterrente, perché mostrerebbe al mondo la risposta americana contro terroristi e criminali come Hasan.
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Allo stesso tempo, Trump ha riconosciuto le perplessità di molte persone favorevoli alla pena ma contrarie a vedere la morte trasmessa pubblicamente. I parenti più stretti delle vittime, se lo desidereranno, potranno invece assistere alla fucilazione.
Una scelta ancora discussa
La data indicata per l’esecuzione è il 3 dicembre. Il procedimento prevede che Hasan venga ucciso da un plotone di soldati, mentre l’accesso sarà limitato ai familiari delle vittime che sceglieranno di essere presenti.
Dopo l’annuncio iniziale di Hegseth, Trump aveva precisato che sulla diffusione in diretta non esisteva ancora una decisione definitiva. Aveva però ribadito che Hasan sarebbe stato giustiziato e che per lui contava soprattutto l’applicazione della pena, indipendentemente dalle modalità scelte.
Negli Stati Uniti l’ultima esecuzione pubblica risale al 1936. In seguito il Paese abbandonò quella pratica anche per tutelare la dignità della persona condannata ed evitare che la morte diventasse un macabro spettacolo.
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