Haiti, quasi 1,5 milioni in fuga: l’emergenza dilaga nelle campagne
Gli sfollati vivono in gran parte lontano da Port-au-Prince, mentre violenze e maltempo aggravano una crisi già drammatica
La stagione degli uragani rischia di trasformarsi in un nuovo fronte di emergenza per centinaia di migliaia di haitiani già costretti a lasciare le proprie abitazioni. Elise Verron, coordinatrice per le emergenze dell’Oim ad Haiti, ha avvertito: «Per le famiglie già sfollate a causa delle violenze, un uragano di forte intensità potrebbe provocare una nuova emergenza umanitaria».
Kenscoff svuota intere comunità
Nell’area di Kenscoff, non lontano dalla capitale, le incursioni dei gruppi armati hanno spinto più di 4.000 persone ad abbandonare il territorio. Le testimonianze raccolte riferiscono di abitazioni date alle fiamme, rapimenti e uccisioni.
Molti degli haitiani in fuga hanno trovato posto in strutture improvvisate, prive di condizioni adeguate e particolarmente vulnerabili all’arrivo di eventi atmosferici estremi. La precarietà degli insediamenti rende così ancora più difficile affrontare una possibile nuova ondata di sfollamenti.
La crisi supera la capitale
Il numero complessivo degli sfollati interni è vicino a 1,5 milioni. Il dato, riferito dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni in un rapporto pubblicato il 25 settembre 2026, fotografa una crisi alimentata dalle violenze delle bande armate.
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La capitale non è più il principale punto di concentrazione: circa l’80% delle persone costrette a spostarsi si trova ormai in altre zone del Paese. Tra maggio e agosto 2026, l’aumento dell’insicurezza ha prodotto nuovi esodi, con ripercussioni particolarmente evidenti nell’Artibonite.
Artibonite, fuga anche dai rifugi
Il dipartimento di Artibonite era stato considerato per lungo tempo una destinazione relativamente sicura per le famiglie provenienti dalle aree più colpite. L’avanzata delle bande ha però compromesso anche questa funzione di accoglienza, costringendo altre migliaia di persone a cercare riparo altrove.
La distribuzione degli sfollati mostra quindi l’estensione geografica dell’emergenza haitiana: le violenze non riguardano più soltanto Port-au-Prince, ma coinvolgono anche territori rurali e comunità che in precedenza rappresentavano un approdo per chi scappava dai combattimenti.
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