Guerra Ucraina, minaccia dallo spazio e colloqui Usa: cosa succede ora
Medvedev alza il livello dello scontro, mentre Mosca ribadisce le sue pretese sul Donetsk e Kiev prepara il possibile tavolo negoziale di ottobre.
Dmitri Medvedev evoca uno scontro orbitale nel caso in cui la rete russa Rassvet venga ostacolata. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo sostiene che un’azione contro il sistema potrebbe provocare conseguenze dirette sui satelliti Starlink, coinvolti nel sostegno tecnologico all’Ucraina.
In un messaggio pubblicato su Telegram, Medvedev ha scritto: «I satelliti Starlink si schianterebbero a terra come giocattoli da un albero di Natale secco». Ha poi richiamato l’affollamento dello spazio e la necessità, secondo la sua versione, di mantenere una «cortesia reciproca». Kiev ha chiesto a Starlink di poter impiegare la rete anche per operazioni contro obiettivi in territorio russo, ma la decisione finale spetta alla Casa Bianca.
Mosca non arretra sul Donetsk
Sul piano territoriale, il Cremlino mantiene una posizione rigida. Dmitry Peskov, portavoce della presidenza russa, ha ribadito che Mosca considera il Donetsk parte della Federazione russa e non intende rinunciare alla conquista dell’intera Repubblica popolare di Donetsk.
Intervistato dal giornalista Pavel Zarubin, Peskov ha dichiarato: «Il Donetsk fa parte della Federazione russa, non c'è nulla di cui discutere». La Russia, ha aggiunto, sarebbe pronta a continuare i combattimenti anche per una porzione minima dell’area rivendicata, fino allo 0,01% del territorio. Il riferimento riguarda il Donetsk e non chiarisce la posizione russa sulle porzioni ancora non controllate delle altre regioni annesse nel settembre 2022.
Zelensky accusa Putin di escalation
A Kiev, Volodymyr Zelensky descrive una fase destinata a diventare decisiva nelle prossime settimane. Il presidente ucraino, intervenuto accanto al cancelliere tedesco Friedrich Merz durante la visita a sorpresa di quest’ultimo, ha accusato Vladimir Putin di alimentare deliberatamente l’escalation.
Zelensky ha affermato: «Putin punta sull'escalation costante, la vuole a tutti i costi». Secondo il presidente ucraino, Mosca potrebbe ridurre progressivamente l’impiego dei droni Shahed più comuni per aumentare quello dei modelli più avanzati, privilegiando attacchi più mirati rispetto a operazioni basate soltanto sul numero dei mezzi utilizzati.
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La Russia, ha spiegato ancora Zelensky, disporrebbe di circa 700 missili balistici e di diverse migliaia di altri ordigni. La produzione mensile sarebbe pari a 130-140 missili balistici. Il leader ucraino ha inoltre collegato la nuova ondata di attacchi ai ponti colpiti dalla Russia, sostenendo che Kiev non resterà senza reagire.
A ottobre il possibile tavolo
Nel mezzo delle tensioni militari, gli Stati Uniti starebbero lavorando a un incontro tecnico tra delegazioni di Ucraina e Russia. Zelensky ha riferito che Washington è in contatto con entrambe le parti e punta a convocare il formato trilaterale entro la fine di ottobre.
Kiev, ha precisato il presidente, accetta sia la tempistica sia le sedi indicate dagli americani. Non è ancora stato scelto il luogo dell’eventuale riunione: tra le possibilità figurano gli Emirati Arabi Uniti o un altro Paese individuato dagli Stati Uniti. La distanza tra il progetto diplomatico e le richieste russe resta però evidente, soprattutto sul futuro del Donetsk.
Per Zelensky, il sostegno internazionale rimane indispensabile. Ha sostenuto che rinunciare agli aiuti significherebbe lasciare l’Ucraina isolata, con il rischio di avvicinare la minaccia russa ai confini europei. A suo giudizio, senza l’appoggio degli alleati Kiev sarebbe già caduta e Mosca avrebbe oggi una posizione ancora più avanzata.
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