Guatemala, il caso della bara: l'inchiesta mette in dubbio il miracolo
Yuleidy Ixcotoyac è stata trasferita in ospedale dopo il presunto risveglio, ma nessun medico aveva certificato il decesso e i racconti della famiglia non coincidono.
La vicenda di Yuleidy Ixcotoyac, 15 anni, è ora oggetto di un'indagine ufficiale in Guatemala. Dopo il presunto risveglio durante una veglia funebre, la ragazza è stata portata in un ospedale di Huehuetenango per accertamenti su disposizione della Procuraduría General de la Nación, mentre il Ministerio Público ha avviato un fascicolo d'ufficio.
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L'indagine riapre molti interrogativi
Il caso è emerso nel villaggio di El Jocote, a Sacapulas, nel dipartimento di Quiché. Le autorità dovranno chiarire che cosa sia accaduto nelle ore precedenti alla veglia e verificare una ricostruzione che presenta diversi punti non coincidenti.
La ragazza, nel frattempo, ha parlato con alcuni mezzi di comunicazione, tra cui TV SAC e Telemundo, descrivendo l'episodio come un miracolo. La sua versione, però, non coincide pienamente con quella fornita dai genitori ad altre testate locali.
Tre racconti sulla scoperta
Secondo quanto riferito dalla madre Lesvia Ríos a Prensa Libre, la donna avrebbe aperto lo sportellino della bara e avrebbe notato che la figlia si muoveva. Una ricostruzione raccolta da Chequeado parla invece del pianto della ragazza proveniente dall'interno della cassa.
Yuleidy ha aggiunto un ulteriore elemento nelle dichiarazioni a Telemundo: avrebbe iniziato a colpire lo sportellino per attirare l'attenzione. Anche il momento in cui la giovane avrebbe perso conoscenza non è descritto allo stesso modo dai familiari: per Prensa Libre era già priva di sensi quando lasciò casa, mentre Publinews colloca il malore durante il viaggio.
Nessuna diagnosi prima della veglia
Un elemento centrale della vicenda è che Yuleidy non sarebbe mai stata visitata da un medico prima dell'organizzazione della veglia. Non risulta neppure un certificato di morte: lo stesso padre, Abraham Ixcotoyac, ha confermato l'assenza di una diagnosi sanitaria.
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La famiglia avrebbe ritenuto che la ragazza fosse deceduta dopo aver constatato l'assenza di polso e respirazione. Non sono però stati riferiti altri accertamenti, come il controllo della temperatura corporea o la presenza di rigidità, aspetti che rendono più difficile comprendere come sia maturata la convinzione del decesso.
Il viaggio verso l'ospedale si ferma
La sera del 9 ottobre la quindicenne si sarebbe sentita male. All'alba del 10 ottobre i familiari l'avrebbero caricata in auto per raggiungere una struttura sanitaria, ma il tragitto sarebbe stato interrotto prima dell'arrivo, nella zona di San Pedro Jocopilas.
Il padre, pastore evangelico, ha raccontato che la figlia era incosciente e che durante il percorso non avrebbe più percepito battito o respiro. Invece di proseguire, avrebbe cercato un'impresa funebre, acquistato una bara e fatto ritorno a casa intorno alle 14:30, dove era stata predisposta la veglia.
A Prensa Libre l'uomo ha spiegato la scelta con una convinzione religiosa: «Dio mi ha dato la rivelazione». Tra la presunta perdita di coscienza e il momento in cui la giovane sarebbe stata notata ancora viva sarebbero trascorse circa 8 ore, ma la sequenza precisa degli eventi resta da verificare.
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