Guardiola scuote il silenzio su Gaza: la Palestina chiede giustizia
Nel video diffuso dall’UNRWA, l’allenatore catalano denuncia la disumanizzazione dei palestinesi e invita a sostenere l’agenzia dell’Onu.
«Continuate a parlare della Palestina». È l’invito conclusivo lanciato da Pep Guardiola nel suo appello dedicato alla popolazione palestinese. Per il tecnico catalano, il silenzio non è neutrale: mentre Gaza viene devastata, voltarsi dall’altra parte significa lasciare spazio all’indifferenza e alla cancellazione del dolore.
Guardiola chiede inoltre di difendere l’umanità delle persone coinvolte e di sostenere l’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite che assiste i rifugiati palestinesi. Nel suo intervento, la richiesta di aiuti si accompagna a un richiamo alla giustizia e alla pace.
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Il silenzio diventa una scelta
Secondo Guardiola, il linguaggio utilizzato per descrivere la guerra può alterare la percezione delle vittime. «Quando smettiamo di chiamare le cose con il loro nome, quando accettiamo un linguaggio che nasconde il dolore, iniziamo a perdere la nostra umanità», afferma nel filmato.
L’allenatore invita a non ridurre le persone a cifre o definizioni astratte. Parla di bambini che cercano i genitori tra le macerie, di fame, richieste d’aiuto e vite spezzate prima ancora di poter conoscere davvero l’infanzia. A suo giudizio, la sofferenza dei palestinesi non può essere considerata distante da quella di chi osserva.
Gaza e il dramma dei rifugiati
Nel discorso viene citata anche la situazione della Striscia di Gaza. Guardiola sostiene che il governo israeliano abbia causato la morte di oltre 74.000 persone e continui a limitare l’arrivo degli aiuti umanitari; denuncia inoltre la distruzione delle abitazioni palestinesi e gli sfollamenti forzati in Cisgiordania.
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L’allenatore collega l’emergenza attuale a una storia più lunga. Per milioni di rifugiati palestinesi, osserva, il dolore comprende decenni di espulsioni, violenze, perdite, traumi e incertezza. La capacità di resistere viene riconosciuta, ma non dovrebbe diventare un obbligo permanente né una condizione trasmessa di generazione in generazione.
Il ruolo dell’UNRWA
Nel video l’UNRWA viene presentata come un punto di riferimento attivo da oltre 75 anni. L’agenzia fornisce cure sanitarie, protezione e assistenza umanitaria ai rifugiati palestinesi, ma per Guardiola il suo compito non si esaurisce nella distribuzione degli aiuti.
L’organizzazione, aggiunge, conserva anche la memoria, l’identità e i diritti di generazioni di rifugiati. Sostenerla significa quindi aiutare chi affronta fame, violenza, paura e abbandono, ma anche impedire che la loro presenza e la loro storia vengano cancellate.
Il messaggio è stato pubblicato sui social e rilanciato dal canale spagnolo dell’UNRWA, che ha accompagnato il filmato con l’invito a continuare a parlare della Palestina. In chiusura Guardiola ribadisce che «la Palestina conta» e chiede di mantenere alta l’attenzione sulla crisi.
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