Governatori Usa, i democratici inseguono la maggioranza
Il 3 novembre si vota in 36 Stati: il partito di Trump rischia di perdere alcune roccaforti
Donald Trump ha esortato i candidati repubblicani dell’Alaska a convergere su Bernadette Wilson. L’obiettivo è evitare che la divisione del voto conservatore favorisca il democratico Jonathan Kreiss-Tomkins.
Il 3 novembre gli americani eleggeranno i governatori di 36 Stati, con i democratici in corsa per riprendere il controllo della maggioranza delle amministrazioni locali.
GioiaPura
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Il vantaggio di Haaland
In New Mexico la democratica Deb Haaland parte davanti agli avversari e potrebbe diventare la prima governatrice degli Stati Uniti appartenente alle popolazioni native. L’ex deputata e segretaria agli Interni durante la presidenza di Joe Biden ha raccolto consensi significativi nei sondaggi.
La sua candidatura ha inoltre ravvivato la partecipazione delle comunità indigene dello Stato. Haaland ha riconosciuto il valore simbolico di una possibile elezione, spiegando però di voler concentrare l’attenzione sugli ultimi giorni della campagna.
Texas, Abbott ancora favorito
Greg Abbott cerca un quarto mandato in Texas contro la democratica Gina Hinojosa, deputata dell’assemblea statale. Dal 1994, quando Ann Richards lasciò l’incarico dopo la sconfitta contro George W. Bush, nessun democratico è tornato alla guida dello Stato.
I dati disponibili mostrano comunque una corsa più competitiva. Un sondaggio realizzato da Emerson College tra il 17 e il 19 ottobre attribuisce ad Abbott il 49% e a Hinojosa il 45%; una rilevazione di Fox News indica invece il governatore al 52% e la rivale al 47%. Il Cook Political Report assegna ancora un lieve vantaggio ai repubblicani.
La posta in gioco nazionale
Il risultato potrebbe modificare gli equilibri territoriali: oggi i repubblicani guidano 26 Stati, mentre i democratici ne amministrano 24. Le valutazioni del Cook Political Report del 27 ottobre ipotizzano per i democratici la conquista di due, tre o quattro governatorati; quattro gare restano senza un favorito netto.
Il ruolo dei governatori va oltre la politica locale. Le loro competenze comprendono immigrazione, aborto, sanità, scuola, imposizione fiscale e gestione di diversi aspetti delle procedure elettorali. Gli eletti resteranno in carica anche durante le presidenziali del 2028, quando torneranno al centro del confronto le norme sul voto e la definizione dei collegi.
Georgia e Ohio al voto
In Georgia, dopo più di due decenni di amministrazioni repubblicane, la democratica Keisha Lance Bottoms prova a riconquistare il governatorato. L’ex sindaca di Atlanta affronta il repubblicano Rick Jackson, che ha finanziato la propria campagna con oltre 100 milioni di dollari e ha superato alle primarie Burt Jones, appoggiato da Trump.
Il governatore Brian Kemp non può partecipare nuovamente per i limiti di mandato. I sondaggi descrivono un confronto molto equilibrato: un successo di Bottoms riporterebbe i democratici al potere dopo 23 anni e la renderebbe la prima donna afroamericana eletta governatrice negli Stati Uniti.
In Ohio, l’ex candidato presidenziale e imprenditore Vivek Ramaswamy, sostenuto da Donald Trump, affronta la democratica Amy Acton, già responsabile della sanità statale nel periodo della pandemia di Covid-19. Una gara che sembrava orientata verso i repubblicani si è ristretta, anche per le polemiche legate a uno spot con la madre di Acton, contraria alla candidatura della figlia.
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Il costo della vita, la sanità e gli effetti economici della guerra in Iran alimentano l’incertezza. La media di cinque rilevazioni pubblicata da 270toWin assegna ad Acton il 47,6%, contro il 45,6% di Ramaswamy. Se vincesse la democratica, il partito tornerebbe a guidare l’Ohio per la prima volta da vent’anni.
Nevada e Wisconsin
In Nevada il repubblicano Joe Lombardo punta alla conferma contro il procuratore generale democratico Aaron Ford. Il confronto riguarda soprattutto prezzi delle abitazioni, sviluppo economico e risorse destinate ai servizi pubblici; le rilevazioni non indicano un esito definito.
Per i democratici, tornare a guidare il Nevada avrebbe un peso particolare, perché il partito controlla già entrambi i seggi dello Stato al Senato federale. Anche questa corsa è considerata aperta dal Cook Political Report.
In Wisconsin il governatore democratico Tony Evers ha deciso di non presentarsi per un terzo mandato. Al suo posto si affrontano David Crowley, dirigente della contea di Milwaukee, e il deputato repubblicano Tom Tiffany, vicino a Trump.
La campagna ruota intorno a prezzi, energia e sviluppo dei grandi poli informatici. Crowley propone più accesso alle cure e abitazioni meno costose, mentre Tiffany insiste sulla riduzione delle tasse. Le ultime rilevazioni mostrano margini ridotti e, in alcuni casi, un vantaggio per il democratico.
Il voto in Alaska
L’Alaska, tradizionalmente repubblicana, potrebbe offrire una delle sorprese maggiori. Il governatore Mike Dunleavy non può ripresentarsi e il democratico Jonathan Kreiss-Tomkins affronta tre candidati repubblicani: Bernadette Wilson, sostenuta da Trump, l’ex sindaco di Anchorage Dave Bronson e l’ex procuratore generale Treg Taylor.
Il sistema con preferenze ordinate permette agli elettori di indicare più candidati in successione. La presenza di tre esponenti conservatori rischia quindi di dividere il loro elettorato. Trump ha invitato i repubblicani a convergere su Wilson e ha commentato: «Bisogna avere 190 di quoziente intellettivo per capire come funziona una scheda elettorale dell’Alaska».
Il Cook Political Report ha attribuito a Kreiss-Tomkins un vantaggio, pur mantenendo aperto il risultato. Se il democratico prevalesse, sarebbe il primo governatore del suo partito in Alaska dopo Tony Knowles, rimasto in carica dal 1994 al 2002.
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