Golf cart a Roma, il vero nodo sono i controlli: 6 denunce su 131 mezzi
Quattrocento veicoli circolano tra centro storico e Villa Borghese, ma le autorizzazioni comunali sono appena 41: la Regione prepara nuove regole mentre le imprese difendono mille posti di lavoro.
Il dato che fotografa meglio il problema è quello dei controlli: il 28 settembre, su 131 golf cart fermati dai Carabinieri nel centro di Roma, soltanto 10 sono stati bloccati e appena 6 casi hanno portato a una contestazione per esercizio abusivo del noleggio con conducente. Nel frattempo, tra monumenti e strade di Villa Borghese, si muove una flotta stimata in circa 400 mezzi, a fronte di sole 41 autorizzazioni comunali.
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I numeri svelano il vuoto normativo
La difficoltà non riguarda soltanto il numero di veicoli, ma anche la distinzione tra attività regolare e servizio privo dei requisiti richiesti. Un chiarimento diffuso a giugno dal Ministero dei Trasporti, dopo una richiesta della Federazione Italiana delle Imprese di Noleggio Auto e Bus con Conducente, ha infatti lasciato spazio a un’area interpretativa complessa da verificare sul posto.
L’articolo 82 del Codice della strada consente a un mezzo destinato a uso proprio di trasportare persone quando non viene riscosso un pagamento diretto. In questo quadro, alberghi e agenzie di viaggio possono affidare la guida a personale senza licenza se il trasferimento non compare come voce autonoma: il costo può essere incluso nella camera o nel pacchetto turistico. Agli agenti spetta quindi dimostrare, durante il controllo, se il viaggio sia stato davvero gratuito oppure no.
Il settore chiede regole senza azzeramenti
METUR, l’associazione delle imprese attive nella mobilità elettrica turistica romana, sostiene la necessità di fissare limiti e criteri chiari. Mattia Rosini, rappresentante dell’organizzazione, ha spiegato: «Siamo i primi a chiedere regole chiare, il disordine danneggia prima di tutto noi che lavoriamo nella legalità». Secondo gli operatori, una chiusura generalizzata dell’area turistica penalizzerebbe anche le aziende che utilizzano mezzi propri e assumono personale in modo regolare.
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Il comparto, secondo le stime dell’associazione, vale circa 20 milioni di euro all’anno e assicura un’occupazione a 1.000 persone, con una quota di under 35 pari a un quarto. Le imprese precisano inoltre che non si tratta di taxi: sono tour guidati prenotati in anticipo, pensati anche per famiglie, anziani e persone con disabilità. Per ridurre l’impatto sul centro, gli operatori propongono fermate definite, il divieto di cercare clienti in strada, l’uso delle cinture e una maggiore distanza dai monumenti.
La Regione prepara un nuovo filtro
La Proposta di Legge n. 302, esaminata dalla Commissione Trasporti del Lazio, punta a trasferire ai Comuni strumenti vincolanti per organizzare il servizio. Itinerari autorizzati, fasce orarie, punti di sosta e quantità massime di veicoli dovrebbero essere stabiliti dalle amministrazioni in base alle caratteristiche delle diverse zone.
Tra le misure previste figura anche un Registro regionale degli operatori. L’elenco dovrebbe raccogliere informazioni su mezzi, autorizzazioni e rapporti di lavoro, così da rendere più semplice distinguere le attività strutturate da quelle improvvisate. Il confronto resta aperto: la Regione deve proteggere decoro e viabilità senza cancellare un settore che, secondo METUR, offre lavoro a circa mille persone.
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