Gli Usa sanzionano Almasri e gli vietano l’ingresso
Washington accusa l’ex generale di torture contro migranti; Fratoianni torna all’attacco dei ministri del governo Meloni
Gli Stati Uniti hanno sanzionato Osama Najeem Almasri e sua moglie, impedendo a entrambi di entrare nel Paese.
Nicola Fratoianni ha usato la decisione americana per rinnovare le accuse al governo italiano. Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra ha chiamato in causa Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano, sostenendo che Washington abbia denunciato il coinvolgimento di Almasri in torture e violazioni dei diritti umani. In un messaggio pubblicato sui social ha scritto: «Nel globo terraqueo ad averlo aiutato rimangono solo Nordio, Piantedosi e Mantovano», allegando la comunicazione attribuita al segretario di Stato Marco Rubio.
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Il precedente italiano
La vicenda era già esplosa in Italia nel gennaio 2025, dopo che la Corte penale internazionale aveva emesso un mandato di cattura nei confronti di Almasri il 18 gennaio. Il giorno seguente l’ex generale era stato fermato a Torino, ma due giorni più tardi era tornato libero per una irregolarità procedurale: non risultava arrivata la richiesta formale del ministro della Giustizia.
Matteo Piantedosi aveva quindi disposto l’espulsione per ragioni legate alla sicurezza nazionale. Almasri era stato riportato in Libia a bordo di un aereo gestito dai servizi segreti italiani, una scelta che aveva alimentato contestazioni politiche e istituzionali per il mancato trasferimento dell’uomo alla giustizia internazionale.
La sorte giudiziaria in Libia
Dopo il rientro a Tripoli, Almasri era stato arrestato nel novembre 2025, quando aveva perso l’immunità. A giugno 2026 aveva poi ricevuto una condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione.
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La gestione del caso aveva inoltre portato l’Italia a dover rispondere alle richieste della Corte europea dei diritti dell’uomo. Sul governo erano state mosse contestazioni per avere, secondo i suoi accusatori, ostacolato l’azione della Corte penale internazionale nei confronti di una persona sospettata di torture.
Le accuse degli Stati Uniti
Il Dipartimento di Stato ha inserito Almasri e la moglie nell’elenco delle persone sottoposte a restrizioni per presunte gravi violazioni dei diritti umani. Il provvedimento comprende il divieto di ingresso negli Stati Uniti e riguarda fatti attribuiti all’ex generale nelle strutture detentive di Mitiga e al Jadida.
Secondo l’amministrazione americana, nelle carceri sarebbero stati compiuti atti di tortura e trattamenti crudeli, inumani o degradanti ai danni dei migranti. Le accuse comprendono anche uccisioni, lavoro coatto e persecuzioni contro cristiani e membri di altre minoranze religiose; Washington considera queste condotte una minaccia per la popolazione libica e per la sicurezza degli Stati Uniti.
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