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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Giuse The Lizia tra affitti, bullismo e paure dei giovani

Nel disco “Mica Dobbiamo Morire Adesso” l’artista affronta precarietà, mascolinità tossica e il timore di essere sempre in ritardo.

Giuse The Lizia ha pubblicato “Mica Dobbiamo Morire Adesso”, un album di undici brani nato dal rapporto con le ansie della sua generazione. Nel disco, l’artista affronta il costo delle abitazioni, l’incertezza sul domani, il bullismo e i modelli imposti ai giovani.

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Le difficoltà dopo la scuola

Il cantautore, laureato in Giurisprudenza a marzo 2026, ha raccontato quanto l’esperienza universitaria vissuta anche a Bologna lo abbia messo a contatto con il problema degli affitti. Per i primi due anni ha condiviso con il suo migliore amico una sistemazione molto angusta: “Ho vissuto i primi due anni di università, a Bologna, col mio migliore amico in una camera doppia senza finestre”.

Il tema entra nel nuovo progetto insieme alla sensazione di essere costantemente in ritardo rispetto alla propria vita. Studiare, lavorare, acquistare un’automobile e procedere secondo tappe già stabilite sono obiettivi che, secondo l’artista, non descrivono più il percorso dei ragazzi, anche a causa dell’aumento del costo della vita.


Paure e fragilità della generazione Z

Tra le canzoni trovano spazio anche i timori legati al cambiamento climatico, all’aumento dei prezzi, alla difficoltà di trovare un impiego e all’impatto dell’intelligenza artificiale. Giuse The Lizia ha inoltre parlato della mascolinità tossica, osservando che agli uomini viene ancora spesso negata la possibilità di piangere o mostrare debolezza.

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Nel racconto personale non manca il ricordo degli anni delle scuole medie, segnati da quello che definisce un “bullismo subdolo”. Per riflettere sulle manifestazioni e sugli scontri recenti, l’artista ha richiamato “La canzone del maggio” di Fabrizio De André e ha spiegato: “Non sono indifferente alla violenza, ha sempre un certo effetto su di me. Tuttavia, penso sia molto più importante chiedersi ‘Perché accumuliamo questa rabbia?’”.

L’unica collaborazione del disco è quella con Ariete. Il lavoro nasce così dall’intreccio tra esperienze autobiografiche e inquietudini condivise: il timore di sbagliare, la pressione di dover avere già tutte le risposte e la ricerca di un modo più libero per affrontare il futuro.

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