Giovani e sostenibilità, il paradosso digitale: il dato che sorprende
La ricerca di Angelini Industries fotografa nuove priorità ambientali e sociali tra gli Under 30, insieme a una crescente sfiducia sulla possibilità di raggiungere gli obiettivi fissati
Le immagini della Scuola di fotografia Bauer di Milano accompagnano l’edizione 2025 del Bilancio di sostenibilità di Angelini Industries. Gli scatti mostrano sedi e spazi del gruppo come luoghi legati all’identità, alla memoria e al rapporto con i territori circostanti.
Il progetto visivo interpreta quindi gli ambienti delle aziende non soltanto come luoghi di lavoro, ma come espressione dei valori del gruppo e delle relazioni costruite con le comunità locali.
Il bilancio traduce gli impegni in numeri
Nel documento, sottoposto alla revisione di una società indipendente, Angelini Industries presenta le proprie attività in campo ambientale, sociale e di governo societario. Il bilancio fa inoltre il punto sul piano triennale avviato nel 2024, articolato in 14 obiettivi concreti.
Tra i risultati già raggiunti nel 2025 figurano l’introduzione di obiettivi collegati a indicatori di sostenibilità per i dirigenti delle funzioni coinvolte e la conferma dell’impegno a mantenere zero infortuni gravi sul lavoro. La formazione ha raggiunto una media di 41,4 ore per dipendente, quasi il 90% in più rispetto alle 21,87 ore della media europea.
Le ore complessive di formazione sono state oltre 155mila. Il 6% è stato realizzato attraverso Angelini Academy, diventata nel 2026 una società autonoma dedicata alla formazione aperta, con nuove borse di studio e iniziative per giovani interessati alle scienze della vita e alla robotica industriale.
Sul fronte degli acquisti responsabili, al 31 dicembre 2025 il 66% dei fornitori risultava valutato sulla base di criteri ambientali, sociali e di governo societario. L’obiettivo indicato per il 2027 è superare il 90%. Le sedi italiane hanno inoltre raggiunto il 100% di approvvigionamento da energia elettrica rinnovabile certificata.
Il gruppo ha anche tagliato del 25% le emissioni di CO2 rispetto al 2024 e incrementato del 28% la produzione interna di energia rinnovabile, arrivata a 9.292 Gj.
La Generazione Alpha vive il digitale
Un capitolo della ricerca riguarda i nati dal 2010, cioè la Generazione Alpha. Rispetto agli Under 30, questa fascia mostra una preparazione teorica meno solida sui temi della sostenibilità, ma tende a confrontarsi con l’argomento attraverso esperienze quotidiane e osservazione diretta.
Gli strumenti tecnologici sono ormai inseriti stabilmente nelle loro abitudini: il 94% possiede uno smartphone, il 73% un computer e il 66% utilizza un tablet. Tra gli Under 30, il computer è invece presente nell’82% dei casi.
Anche l’intelligenza artificiale è già conosciuta e utilizzata. Ha dichiarato di averla impiegata il 62% dei ragazzi della Generazione Alpha, contro il 67% degli Under 30 e il 56% dell’intera popolazione italiana.
L’uso prevalente riguarda lo studio, ma sono frequenti anche gli strumenti per la grafica e la creazione di immagini. Ne emerge un rapporto molto pratico con la tecnologia, sempre più integrata nelle attività ordinarie.
Sostenibilità oltre il solo ambiente
L’Osservatorio Giovani & Sostenibilità, promosso da Angelini Industries insieme a Quorum/YouTrend e Csa Research, è arrivato alla terza edizione. L’indagine segue nel tempo idee, comportamenti e aspettative degli Under 30 sui temi della sostenibilità e, quest’anno, analizza anche il rapporto con il “bioma digitale”, definito come l’interazione tra ambiente naturale e dimensione tecnologica.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il 57% dei giovani associa soprattutto la sostenibilità alla diminuzione dei danni provocati dalle attività umane sull’ambiente. La quota è cresciuta di 6 punti percentuali rispetto al 2025. Un altro 34% considera invece inseparabili la protezione della natura e il miglioramento delle condizioni sociali, con un aumento di 8 punti rispetto al precedente 26%.
Questa impostazione incide anche sui consumi. Il 60% degli Under 30 accetterebbe di spendere qualcosa in più, a parità di qualità, per un prodotto realmente sostenibile; tra gli over 30 la percentuale è del 42%. Inoltre, il 47% dei giovani afferma di aver rinunciato ad acquistare prodotti di marchi giudicati socialmente ingiusti, contro il 35% degli altri adulti.
Resta però forte il dubbio sulla possibilità di trasformare gli obiettivi in risultati: il 56% degli intervistati ritiene che le mete della sostenibilità non saranno raggiunte.
Il cambiamento passa dai cittadini
Nonostante questa sfiducia, il 42% degli Under 30 attribuisce alle nuove generazioni il compito principale di spingere la transizione sostenibile. Nello stesso tempo, la quota di chi indica nella politica e nelle grandi potenze mondiali i soggetti decisivi è scesa dal 37% al 34% in un anno.
È aumentata invece dal 34% al 37% la fiducia nell’iniziativa dei singoli cittadini. Anche l’innovazione tecnologica guadagna spazio, passando dal 17% al 20% delle indicazioni.
“I giovani ci stanno dicendo che la sostenibilità, per essere credibile, deve essere concreta”, ha spiegato Sergio Marullo di Condojanni, amministratore delegato di Angelini Industries. Secondo il manager, le imprese devono unire sostenibilità, innovazione e competitività in un unico percorso di crescita responsabile.
Isabella Falautano, responsabile della sostenibilità e della comunicazione istituzionale di Angelini Industries, ha sottolineato che gli Under 30 stanno superando una concezione limitata alla sola tutela ambientale. Per la dirigente, la responsabilità è sempre più condivisa e si manifesta attraverso comportamenti individuali e forme diffuse di partecipazione.
La tecnologia pesa quanto i combustibili
Proprio il rapporto con il digitale rappresenta uno degli elementi più significativi emersi dall’indagine. Il 46% degli italiani sotto i 30 anni considera l’impatto ambientale della tecnologia paragonabile a quello dei combustibili fossili o della deforestazione.
Nella popolazione generale la stessa opinione raccoglie il 41% dei consensi. Per il 45% dei giovani, la priorità consiste nel contenere l’energia richiesta dai nuovi dispositivi.
Il 64% dichiara di utilizzare in modo efficiente i propri apparecchi elettronici. Una quota più contenuta, pari al 22%, sceglie invece smartphone e computer usati oppure rigenerati, seguendo un modello di consumo circolare.
I dati sono stati presentati a Roma il 1 ottobre e confermano una posizione articolata: i giovani chiedono una sostenibilità concreta, la collegano al benessere sociale e individuano nei comportamenti quotidiani uno dei principali strumenti per produrre cambiamento.
Continua a leggere
Panico nella Casa: un topo scatena il fuggi fuggi al Grande Fratello Vip
Un roditore avvistato in cucina ha interrotto la serata degli inquilini, mentre la regia sospende l’audio e lascia aperto il dubbio sulla sua cattura.
Diesel, la minaccia di Trump scuote l’Europa: vertice G7 urgente
Il prezzo del carburante supera nuove soglie nel Regno Unito mentre Washington valuta il ricorso alle scorte europee e Macron prova a ricucire il fronte occidentale.
Data center a Milano: il calore può sostituire il gas per 300mila utenze
A2A punta sul recupero dell’energia termica dei centri dati e annuncia investimenti per 600 milioni di euro nell’area metropolitana milanese.
Sánchez al bivio: Junts si sfila dal decreto casa
Il Parlamento spagnolo decide sulle misure abitative dopo lo sfratto di Maricarmen, mentre la protesta degli Indignados aumenta la pressione sul governo socialista