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Gianluca Vacchi, una proposta da 200mila euro all’ex factotum

La Corte d’appello di Bologna ha suggerito una chiusura anticipata della causa nata dalla richiesta sulle ferie non godute

La Corte d’appello di Bologna ha proposto a Gianluca Vacchi e Pietro Oliva un accordo da circa 200mila euro. A versare la somma, secondo l’ipotesi dei giudici, sarebbe l’ex collaboratore dell’imprenditore e influencer, non Vacchi.

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La causa sulle ferie non godute

Il procedimento civile è arrivato al secondo grado dopo l’azione avviata da Oliva, residente a San Pantaleo, frazione di Olbia. L’ex factotum chiedeva il riconoscimento economico di ferie e permessi accumulati e mai utilizzati durante oltre 15 anni di lavoro.

Per Vacchi, Oliva avrebbe seguito la gestione delle finanze e delle abitazioni dell’imprenditore, comprese alcune dimore in Costa Smeralda e all’estero. La proposta formulata dalla Corte modifica quindi l’esito economico atteso dalla richiesta iniziale: l’eventuale pagamento sarebbe destinato a Vacchi.


La decisione dell’ex collaboratore

Oliva dovrà ora valutare se accettare la soluzione indicata dai giudici bolognesi oppure proseguire il contenzioso. L’accordo, al momento, è soltanto una proposta di definizione anticipata e non equivale a una decisione conclusiva sul merito della causa.

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L’ex collaboratore è assistito dall’avvocato giuslavorista Giovanni Morpugno. La somma indicata dalla Corte d’appello si aggira intorno ai 200mila euro, ma il testo non precisa se le parti abbiano già manifestato una posizione definitiva sull’intesa.


Il procedimento davanti a Tempio Pausania

Tra Vacchi e Oliva è aperto anche un secondo procedimento, questa volta davanti al tribunale di Tempio Pausania. In quel caso l’ex factotum è imputato per presunti ammanchi nelle casse dell’imprenditore.

I due procedimenti hanno oggetti diversi: il giudizio civile di Bologna riguarda le richieste legate a ferie e permessi, mentre quello di Tempio Pausania riguarda le contestazioni sui presunti ammanchi. La decisione sull’accordo proposto in appello spetterà ora a Oliva.

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