Germania, 180mila giovani protestano contro la spesa militare
Cortei in una trentina di città per scuola, sanità e clima; ad Amburgo barricate incendiate e negozi saccheggiati
Oltre 180mila persone hanno manifestato sabato 31 ottobre in circa trenta città tedesche contro l’aumento delle spese militari. La mobilitazione, promossa dal movimento apartitico «GenZ regelt!», ha chiesto più risorse per istruzione, sanità e ambiente.
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Tensioni in tre città
La maggior parte dei cortei si è svolta senza incidenti, ma a Francoforte sul Meno, Colonia e Amburgo alcuni gruppi si sono separati dalle manifestazioni principali. In questi casi si sono verificati momenti di tensione con le forze dell’ordine.
Ad Amburgo, nel quartiere di Steindamm, sono state date alle fiamme alcune barricate. Diversi esercizi commerciali sono stati inoltre assaltati e saccheggiati. Le autorità di sicurezza avevano riferito, prima delle proteste, di non aver rilevato appelli organizzati alla violenza.
Gli organizzatori contro gli atti violenti
Nei giorni che hanno preceduto i cortei, gli organizzatori avevano invitato a mantenere una condotta pacifica. Amy Kirkhoff, segretaria generale della Conferenza scolastica federale, ha dichiarato durante un incontro con la stampa straniera: «Prendiamo le distanze da ogni violenza».
Kirkhoff aveva indicato tra le priorità del movimento il rafforzamento dell’istruzione e della formazione, compreso il miglioramento degli edifici e delle infrastrutture scolastiche. Tra le richieste figurano anche una maggiore tutela del clima e il rifiuto della reintroduzione della leva militare obbligatoria.
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Le richieste della piazza
A Berlino, migliaia di studenti e giovani si sono ritrovati alla Porta di Brandeburgo, per poi dirigersi nel pomeriggio verso Rosenthaler Platz. Musica, cori e cartelli hanno accompagnato le critiche rivolte al cancelliere Friedrich Merz e alle politiche di bilancio del governo.
In piazza sono comparsi vessilli arcobaleno, palestinesi e della Linke, oltre a messaggi contro la guerra e contro la crescita dell’AfD. I manifestanti hanno chiesto scuole più attrezzate, investimenti nella formazione e decisioni pubbliche orientate alla protezione ambientale, invece di ulteriori fondi per il settore militare.
La protesta tedesca si è aggiunta alle mobilitazioni organizzate nelle ultime settimane anche in Francia e in Italia. Il movimento «GenZ regelt!» contesta inoltre i tagli alla spesa pubblica e l’ipotesi di rendere nuovamente obbligatorio il servizio militare.
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