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Attualità 2 min di lettura6 ott

Generazione Z, il potere ascolta: quattro puntate tra Roma e New York

Dal 7 ottobre RaiPlay segue giovani italiani alle prese con diplomazia, negoziazione e grandi questioni internazionali, tra entusiasmo, ostacoli e momenti di crisi.

Non sono gli adulti a convocare i ragazzi per spiegare loro come funziona il mondo: questa volta sono i giovani a chiedere di essere ascoltati. È da questa inversione di prospettiva che nasce “Dobbiamo Parlare”, la docu-serie in quattro episodi disponibile su RaiPlay dal 7 ottobre, ambientata tra Roma, Parigi e New York.


I giovani prendono la parola

Michela, Beatrice, Franco, Elisa, Alessia, Gaia e Marko sono tra i protagonisti del progetto, insieme ad altri studenti impegnati in esperienze internazionali. Nel corso del racconto si confrontano con istituzioni e diplomazia, assumendo il ruolo di ambasciatori speciali chiamati a sostenere idee, cercare consensi e trovare punti d’incontro.

Le prove non riguardano soltanto guerra e pace. I ragazzi si misurano anche con aspirazioni personali, fragilità e relazioni umane, mentre imparano che difendere una posizione può significare anche modificarla. Il percorso comprende quindi la preparazione delle risoluzioni, la ricerca di alleanze e il tentativo di far arrivare le proprie ragioni in contesti abituati alla presenza degli adulti.


Tra negoziazione e battute d’arresto

La serie non presenta il confronto con il potere come un’esperienza priva di ostacoli. Alle occasioni di dialogo si affiancano sconfitte, difficoltà nel conquistare attenzione e momenti in cui le proposte dei giovani devono fare i conti con interlocutori più esperti e con regole già definite.

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Roma, Parigi e New York diventano così ambienti di prova, non semplici tappe di un itinerario. In ciascuna città vengono messi alla prova il coraggio di esporsi, la capacità di mediare e il rapporto tra ciò che i ragazzi desiderano e la complessità delle decisioni internazionali.


Un progetto nato dalla formazione

“Dobbiamo Parlare” prende spunto dalle attività degli studenti di Associazione Diplomatici e della Change the World Academy, organizzazioni che promuovono percorsi formativi legati alle istituzioni internazionali e simulazioni diplomatiche. Il titolo richiama una frase spesso pronunciata dagli adulti ai più giovani, ma ne capovolge il significato: qui sono i ragazzi a domandare spazio per intervenire.

L’idea è di Myrta Merlino e Melania Petriello, che ha curato anche la scrittura. La regia è firmata da Adriano Spadaro. La produzione televisiva è affidata ad Associazione Diplomatici, mentre il programma è realizzato come contenuto originale della Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali.

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