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Attualità 2 min di lettura5 giorni fa

Gaza, tre anni cancellati: Ahmad studia in tenda e va avanti a batteria

Dopo l’interruzione degli studi nel 2023, uno studente di ingegneria civile racconta come prova a seguire le lezioni da un campo senza elettricità, tra tende, ricariche improvvisate e università distrutte.

Per Ahmad, 22 anni, il ritorno all’università non è mai davvero arrivato. Lo scoppio dei bombardamenti israeliani nel 2023 ha fermato il suo percorso di ingegneria civile proprio quando stava per cominciare il secondo anno, e da allora la sua vita è rimasta sospesa in una tenda, senza elettricità e senza un orizzonte chiaro.

Il suo racconto mette in fila tre anni sottratti allo studio e una routine che dipende dalla carica del computer portatile. In una video testimonianza raccolta da Oxfam, il giovane descrive giornate che finiscono quando si esaurisce la batteria: per continuare a seguire le lezioni deve raggiungere un punto di ricarica, poi prova a resistere finché il computer resta acceso.


Studiare quando manca la corrente

La condizione in cui vive rende tutto più fragile. Ahmad spiega che nel campo non c’è elettricità e che, per questo, è costretto a muoversi con il portatile verso un luogo in cui possa ricaricarlo. Una volta lì, riesce a guardare le lezioni per circa tre ore, poi deve fermarsi.

“Tre anni della mia vita sono dissolti nel nulla”, dice nella testimonianza diffusa da Oxfam. Per lui la tenda non è solo un riparo provvisorio: è anche il simbolo di una normalità spezzata, in cui perfino la possibilità di studiare resta appesa a pochi minuti di autonomia della batteria.


Una crisi che ha colpito scuole e atenei

La storia di Ahmad si inserisce nel quadro più ampio di Gaza, dove bambini e ragazzi hanno perso anni di istruzione in presenza. Con la Striscia devastata dai raid, l’anno scolastico è ripartito in strutture improvvisate, tra tende e container, mentre molti percorsi universitari si sono interrotti già nel 2023.

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Oxfam ricorda anche il costo umano e materiale della guerra sul sistema educativo: migliaia di docenti, studenti e ricercatori sono stati uccisi e numerosi atenei sono stati distrutti. Il racconto di Ahmad fa parte di “Voci di Gaza”, la serie di testimonianze che gli operatori e i manager di Oxfam a Gaza stanno offrendo per riportare al centro la voce dei civili della Striscia.


La campagna di Oxfam

Dentro questo contesto, Oxfam ha avviato la campagna “©Palestina, tutti i diritti riservati”, con l’obiettivo di rimettere al centro del dibattito pubblico il tema dell’autodeterminazione del popolo palestinese in Cisgiordania e a Gaza.

La raccolta delle testimonianze prosegue come parte del progetto già pubblicato con regolarità da ottobre 2023, pensato per dare spazio a chi vive ogni giorno le conseguenze della guerra. In quella cornice, la voce di Ahmad racconta una realtà ridotta all’essenziale: una tenda, una presa di corrente e il tempo di una batteria.

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