Gaza e il volo Flydubai: la frase choc del pilota agli inquirenti
Hammam Al-Hammami avrebbe parlato di vendetta e martirio; negli Emirati proseguono gli accertamenti sul tentato dirottamento.
La confessione attribuita a Hammam Al-Hammami offre agli investigatori un possibile movente per il tentato dirottamento di un volo Flydubai. Durante l’interrogatorio negli Emirati, il pilota omanita avrebbe detto di aver agito per Gaza e di aver voluto morire da martire. In Israele si cerca ora di stabilire se abbia operato autonomamente o se fosse stato indirizzato da altre persone o organizzazioni.
La confessione e il telefono sotto esame
Secondo quanto riferito da Channel 12, Al-Hammami avrebbe pronunciato agli inquirenti queste parole: «L’ho fatto per vendicare Gaza, volevo morire da martire». La dichiarazione è al centro degli accertamenti, ma non chiarisce ancora l’eventuale presenza di una rete alle sue spalle.
Gli investigatori dispongono inoltre dei dati contenuti nel telefono del pilota. Il dispositivo viene esaminato in ogni sua parte per individuare contatti, comunicazioni o altri elementi utili a ricostruire la preparazione dell’azione e a capire se qualcuno possa averlo sostenuto.
Il ruolo di Shin Bet e Mossad
La censura militare israeliana ha autorizzato la diffusione della notizia secondo cui anche Shin Bet partecipa all’inchiesta. L’attenzione degli investigatori si concentra soprattutto sui possibili collegamenti dell’uomo e sulle sue attività precedenti.
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Durante una riunione del gabinetto di sicurezza, un rappresentante del Mossad avrebbe informato i ministri sulle verifiche in corso. Stando a due persone presenti, avrebbe spiegato: «Abbiamo scoperto che negli ultimi anni il terrorista ha visitato Paesi ostili a Israele, alcuni dei quali considerati Paesi nemici. Si trattava di visite brevi. Stiamo verificando se durante queste visite qualcuno o qualche organizzazione lo abbia manipolato, reclutato o coinvolto».
L’equipaggio escluso dal piano
Parallelamente, le autorità degli Emirati hanno ascoltato gli assistenti di volo presenti sull’aereo. Al termine degli interrogatori, gli investigatori avrebbero escluso che il personale fosse complice o che avesse cercato di agevolare il pilota.
Gli assistenti di volo hanno riferito di essere rimasti confusi e disorientati durante l’episodio, negando però qualsiasi partecipazione al progetto. Le loro testimonianze vengono valutate insieme ai dati del telefono e agli altri elementi raccolti sull’accaduto.
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