Gatti scomparsi, l’ombra dei riti: nuovi casi tra Perugia e Belluno
Decine di felini sono spariti in Umbria e Veneto, mentre le associazioni chiedono accertamenti e non escludono ipotesi diverse sul destino degli animali.
A Sedico, nel Bellunese, nelle ultime settimane sono spariti circa trenta gatti e in alcune strade sono stati trovati resti di felini. Aidaa, l’associazione locale impegnata nella tutela degli animali e dell’ambiente, invita a non concentrarsi su una sola spiegazione: gli animali potrebbero essere stati portati via da qualcuno oppure uccisi da un predatore, compresi i lupi.
Resti e sparizioni senza colpevoli
Per il momento non ci sono persone individuate per il caso veneto. La vicenda presenta tuttavia elementi che hanno spinto l’associazione a sollecitare verifiche più ampie, senza escludere né l’intervento umano né l’ipotesi di attacchi da parte della fauna selvatica.
Un quadro simile, anche se con numeri differenti, è stato segnalato nell’area dell’Alta Umbria. Qui l’Ente Nazionale Protezione Animali ha portato all’attenzione di carabinieri e polizia una serie di sparizioni e ha chiesto che vengano controllati i luoghi ritenuti più esposti.
L’ipotesi del rito prima di Halloween
Secondo Maria Rosa Incandela, presidente della delegazione di Sansepolcro dell’Ente Nazionale Protezione Animali, dietro i casi umbri potrebbe esserci «un rituale ben preciso nelle settimane che precedono la ricorrenza», cioè Halloween. La stessa responsabile ha parlato di «individui non italiani, che magari vengono anche pagati per questo preciso compito», senza però fornire elementi che consentano di identificarli.
A sostegno dei sospetti vengono ricordati episodi avvenuti prima della pandemia, quando furono rinvenuti resti di gatti bruciati. Quelle tracce avrebbero condotto gli investigatori verso una setta attiva nella zona di Città di Castello, ma le nuove sparizioni non hanno ancora portato all’individuazione di responsabili.
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Venti gatti nel territorio umbro
A Città di Castello sarebbero scomparsi circa venti animali. Il fenomeno, riferisce Incandela, si ripeterebbe quasi ogni anno all’inizio di ottobre e interesserebbe anche San Giustino, Le Ville e Citerna. Nel mirino finirebbero soprattutto gatti abituati alla presenza delle persone, più semplici da avvicinare rispetto agli esemplari delle colonie.
Nel tempo, aggiunge la presidente, l’attenzione si sarebbe spostata anche in base al colore del mantello: «Negli anni passati c’era la caccia al gatto bianco, poi a quello nero. Adesso fra gli obiettivi vi sono anche gli esemplari tigrati». Alcuni testimoni avrebbero visto una vettura scura nei pressi di Città di Castello e Citerna, con una donna scesa rapidamente per prendere un gatto e allontanarsi.
Le segnalazioni sull’auto scura
Nessuno degli osservatori sarebbe riuscito a leggere la targa. L’ipotesi raccolta dagli investigatori è che le persone coinvolte possano cambiare automobile per rendere più difficile riconoscerle; al momento, però, si tratta di una pista priva di conferme definitive.
Incandela ha sollecitato i carabinieri a intensificare i passaggi nelle aree dove si sono verificati più episodi. L’obiettivo è raccogliere elementi utili per chiarire la sorte dei gatti e verificare se le sparizioni siano collegate tra loro oppure abbiano cause differenti.
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