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Attualità 1 min di lettura15 ott

Gasolio russo, scontro con l’Europa: l’accusa del Cremlino

Dmitry Peskov denuncia il clima sui mercati dell’energia e attribuisce parte delle tensioni ai limiti imposti alle esportazioni russe.

I mercati mondiali dell’energia e del petrolio stanno attraversando una fase «molto tesa», secondo Dmitry Peskov. Il portavoce del Cremlino ha collegato il peggioramento del quadro a diversi elementi, compresa la difficoltà per la Russia di vendere all’estero volumi rilevanti di greggio e derivati.

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Pressioni sulle esportazioni russe

Peskov ha spiegato che la situazione negativa non dipende da una sola causa. Tra i fattori indicati figurano anche gli ostacoli che impediscono a Mosca di collocare sui mercati internazionali quantità consistenti di petrolio e prodotti petroliferi.

Il riferimento arriva mentre resta alta l’attenzione sul commercio del gasolio russo e sulle conseguenze delle restrizioni applicate al settore energetico. Il Cremlino considera questo scenario uno degli elementi che contribuiscono all’instabilità dei mercati globali.

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L’attacco ai Paesi europei

Nel mirino di Mosca ci sono anche le reazioni dei governi europei all’intesa sull’esportazione del gasolio russo raggiunta da Donald Trump e Vladimir Putin. Peskov ha definito «distruttiva» la linea adottata dai Paesi europei.

A suo giudizio, l’Europa non si sarebbe limitata a respingere l’accordo, ma lo avrebbe anche contestato con durezza. La valutazione è stata espressa dal portavoce del Cremlino, che ha così criticato apertamente l’atteggiamento europeo nei confronti dell’intesa.

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