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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Gasolio russo, l’allarme di Meloni: “Rischio per le sanzioni

A Palazzo Madama la presidente del Consiglio contesta l’intesa annunciata da Trump e difende le risorse destinate alla sicurezza nazionale.

Il confronto sul gasolio russo e quello sulle spese militari segnano l’intervento di Giorgia Meloni al Senato, alla vigilia del Consiglio europeo. La presidente del Consiglio ha messo in guardia dagli effetti dell’accordo annunciato da Donald Trump e ha respinto l’idea che gli investimenti nella difesa sottraggano risorse a sanità e scuola.

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Meloni vede un rischio per Mosca

Secondo Meloni, l’aumento dei prezzi dei carburanti non sarebbe legato principalmente alla guerra in Ucraina, ma al conflitto in Iran. Per questo, a suo giudizio, l’efficacia dell’intesa sul gasolio russo resta incerta, mentre le possibili conseguenze negative sono concrete.

Nel corso delle comunicazioni al Senato, la presidente del Consiglio ha sostenuto che l’accordo potrebbe offrire una forma di legittimazione a Mosca mentre proseguono i bombardamenti sulle città ucraine. Inoltre, nuove entrate per la Russia potrebbero contribuire al finanziamento dello sforzo bellico e ridurre il peso delle sanzioni occidentali, contraddicendo la pressione esercitata finora, anche dagli Stati Uniti, per spingere Vladimir Putin verso un negoziato.

«È una scelta che considero molto rischiosa», ha affermato Meloni riferendosi all’intesa annunciata venerdì scorso da Trump. La premier ha quindi evidenziato il contrasto tra questa decisione e la linea seguita dagli Stati occidentali nei confronti del Cremlino.

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Difesa, nessun taglio al welfare

Nel suo intervento Meloni ha affrontato anche il tema delle maggiori risorse per la difesa. Il governo, ha spiegato, ha deciso di non utilizzare l’intero margine disponibile per aumentare la spesa militare, ma ha negato che i fondi stanziati siano stati sottratti a ospedali, scuole o altri servizi sociali.

La presidente del Consiglio ha precisato che quelle risorse aggiuntive non avrebbero potuto essere impiegate per finalità diverse dalla sicurezza. Da qui la sua critica a chi presenta l’incremento della difesa come una scelta compiuta a danno del welfare: «Chi racconta che più sicurezza vuol dire meno ospedali e risorse sottratte al welfare da un governo di guerrafondai mente sapendo di farlo».

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