Case vacanze, l’ospite resta: la legge promessa ai proprietari
A Vezzano Ligure una prenotazione trasformata in un lungo contenzioso ha spinto Marco Rebecchi a portare in Parlamento la richiesta di uno sfratto più rapido.
Marco Rebecchi dice di voler trasformare una perdita personale in una tutela più ampia per chi affitta immobili. «Spero che venga approvata una legge capace di tutelare mezza Italia e di restituire certezze a chi concede una casa in locazione», ha spiegato, aggiungendo che sarebbe disposto a considerare positivo anche il costo già sostenuto se la riforma producesse un beneficio generale.
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Un problema che coinvolge molti proprietari
La sua esperienza, secondo quanto riferito dallo stesso titolare, non sarebbe un episodio isolato. Alla Spezia lo avrebbero già contattato 7-8 persone, tra proprietari di appartamenti e di attività commerciali, alle prese con immobili occupati e difficoltà nel rientrare in possesso dei propri spazi.
A pesare, oltre alle regole, è la durata delle procedure. Rebecchi ha raccontato che, durante un’udienza relativa al suo caso, la controparte non si è presentata; le notifiche possono richiedere mesi e un nuovo rinvio può arrivare quando una raccomandata non viene consegnata. Secondo la sua ricostruzione, prima dell’avvio effettivo del giudizio possono trascorrere sei mesi. Ha inoltre citato la Svizzera come esempio di procedura più rapida: in una situazione analoga, sostiene, l’occupante sarebbe stato allontanato in due giorni e i suoi beni sequestrati a garanzia del proprietario.
La prenotazione diventa un’occupazione
Il caso nasce a Vezzano Ligure, in provincia della Spezia, dove un cliente ha deciso di non lasciare l’alloggio turistico alla scadenza del soggiorno. Rebecchi, gestore di un’attività dedicata agli affitti brevi, pensava che l’intervento dei carabinieri potesse risolvere subito la situazione.
Le forze dell’ordine gli avrebbero invece chiarito che l’ospite godeva di una tutela e che interrompere le utenze sarebbe stato vietato. Da quel momento il proprietario ha dovuto sostenere anche i costi di luce, acqua e altre forniture mentre l’abitazione restava indisponibile.
Il Codice penale lascia una zona grigia
Il punto contestato riguarda l’articolo 634-bis del Codice penale, introdotto nel 2025. La disposizione consente pene fino a sette anni e un intervento rapido quando l’immobile viene occupato con violenza o attraverso un inganno ed è la casa in cui vive il proprietario.
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La norma, però, non comprenderebbe chi entra dopo una prenotazione regolare e prolunga la permanenza contro la volontà del titolare. In casi simili resta la strada del giudizio civile, con tempi che possono protrarsi per mesi; nemmeno la sospensione delle utenze è una soluzione praticabile, perché potrebbe esporre il proprietario a un’accusa per esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
La riforma punta ai 90 giorni
Per colmare questa lacuna, Rebecchi ha sottoposto una proposta a Maria Grazia Frijia, deputata di Fratelli d’Italia e dal 2022 vicesindaca della Spezia. L’iniziativa, dopo aver attirato l’attenzione di altri parlamentari, è arrivata all’esame del Senato attraverso un emendamento rivolto ai gestori di strutture ricettive, bed and breakfast e case vacanze.
Il testo è stato poi allargato anche alle locazioni residenziali a lungo termine, comprese quelle con formula 4+4. Per questo genere di occupazioni, secondo Rebecchi, oggi possono servire circa un anno e mezzo per completare lo sgombero, mentre l’obiettivo indicato dalla proposta sarebbe ridurre l’attesa a 90 giorni.
Il conto della vicenda supera 10.000 euro
Tra mancati introiti, spese per gli avvocati e bollette rimaste a suo carico, il titolare quantifica il danno in «almeno 10.000 euro». La cifra rappresenta, nella sua ricostruzione, il peso economico di una casa che non può essere riaffittata e delle procedure necessarie per tentare di recuperarla.
La vicenda ha così portato al centro del dibattito una situazione particolare: l’ingresso nell’immobile è avvenuto grazie a un accordo regolare, ma la permanenza oltre il termine previsto non trova una risposta immediata nelle norme dedicate alle occupazioni abusive. La proposta sostenuta da Rebecchi mira proprio a introdurre una procedura più chiara per questi casi.
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