Gasa Tshachu, l’alluvione distrugge terme e due ponti
L’evacuazione preventiva ha evitato vittime; l’acqua ha interrotto la strada per Laya e forse abbattuto due ponti.
Un’alluvione ha devastato le terme naturali di Gasa Tshachu, in Bhutan, dopo la fuoriuscita del lago glaciale Shintaphu. Non risultano vittime né feriti.
GioiaPura
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Evacuazione prima della piena
La popolazione e le persone presenti nell’area erano state allontanate prima che l’acqua raggiungesse le strutture termali. La piena si è verificata durante la notte, rendendo inizialmente difficile valutare con precisione l’estensione dei danni.
L’episodio richiama quanto accaduto ad agosto nel vicino Nepal, circa 600 chilometri più a ovest. In quella circostanza, una piena improvvisa in una zona montuosa al confine con la Cina aveva provocato oltre 1.500 morti e lasciato più di 5.000 dispersi.
Danni alle sorgenti termali
Le acque hanno cancellato le infrastrutture costruite attorno alle sorgenti di Gasa Tshachu, una delle mete turistiche più conosciute del Bhutan settentrionale. La zona si trova nel regno himalayano compreso tra India e Cina.
La corrente, ancora molto forte nelle ore successive all’esondazione, non ha permesso di completare subito il bilancio dei danni. Le autorità hanno quindi rinviato una ricognizione dettagliata, possibile soltanto con il ritorno della luce e condizioni più sicure.
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Ponti e strade fuori uso
Due ponti Bailey, realizzati con elementi prefabbricati assemblabili, potrebbero essere stati trascinati dalla piena. La loro eventuale distruzione complica ulteriormente i collegamenti con l’area delle terme.
Anche la strada diretta al villaggio di Laya è stata danneggiata: un tratto risulta spazzato via e il percorso non è più transitabile. Il collegamento è stato chiuso senza una scadenza stabilita.
Gasa Tshachu aveva già subito un episodio simile nel 2021, quando il fiume Mochhu aveva modificato il proprio corso e invaso la zona.
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