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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Ofer Sachs: Israele non rinunci ai mercati globali

Il futuro direttore degli industriali israeliani respinge l’autosufficienza e chiede di ricucire i rapporti con l’Europa

Ofer Sachs difende l’apertura internazionale dell’economia israeliana e respinge l’ipotesi di puntare sull’autosufficienza. A suo giudizio, il Paese deve recuperare i legami con l’Europa e ridurre progressivamente l’isolamento esterno.

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Il no all’autosufficienza

Sachs, che tra pochi giorni diventerà direttore generale dell’Associazione industriale di Israele, ha contestato la linea suggerita da Benjamin Netanyahu in vista di possibili nuove sanzioni e di una diminuzione degli aiuti statunitensi. Il premier aveva anche indicato nelle criptovalute uno degli strumenti per rendere il Paese più indipendente.

«Israele deve rimanere un’economia aperta. Siamo fortemente contrari all’autosufficienza», ha detto Sachs, spiegando che la crescita degli ultimi vent’anni è dipesa dalla capacità di commerciare e competere sui mercati internazionali. Ha inoltre ricordato che sia la Banca d’Israele sia il settore industriale hanno reagito alle parole del primo ministro.


Industria e alta tecnologia tengono

L’economia israeliana ha continuato a mostrare segnali di tenuta nonostante i sette fronti di guerra e l’assenza dal lavoro di molti riservisti, alcuni dei quali sono stati richiamati per periodi che hanno raggiunto 400 giorni. Negli ultimi dodici mesi la Borsa è salita di quasi il 30%, mentre dall’inizio dell’anno l’aumento è stato del 16%.

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Secondo Sachs, anche industria e alta tecnologia hanno proseguito la crescita. Le conseguenze finanziarie del conflitto, però, peseranno sull’andamento economico. «Ho fiducia nella nostra capacità di riprenderci», ha affermato, indicando nel contenimento della spesa uno dei compiti del prossimo governo.


I rapporti con l’Europa

Per il dirigente, il ritorno a relazioni più solide con i Paesi europei è necessario insieme alla chiusura graduale dei fronti ancora aperti. L’obiettivo è evitare che le difficoltà del periodo di guerra si trasformino in un isolamento economico duraturo.

Sachs conosce già il contesto italiano: ha ricoperto l’incarico di ambasciatore di Israele in Italia dal 2016 al 2019. Sul fronte interno, ha aggiunto, la Difesa dovrà impiegare con maggiore efficienza ogni shekel, così da limitare l’impatto dei costi militari sulla crescita.

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