Garlasco, il dubbio di Sempio: soldi per informazioni riservate
Nelle intercettazioni l’indagato parla dei rapporti tra l’ex difensore Massimo Soldani e i carabinieri che si occuparono del caso.
Il 27 settembre 2025 Andrea Sempio avrebbe descritto ai familiari l’esistenza di un meccanismo nel quale gli investigatori cercavano di avvicinare le persone sottoposte a indagine. Il passaggio più delicato riguarda l’ipotesi che, in cambio di denaro, qualcuno potesse offrire aiuto o informazioni: «Se mi dai i soldi ti aiuto».
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Le frasi che alimentano il sospetto
In un’altra conversazione, datata 3 novembre 2025, Sempio ricostruisce il momento in cui Silvio Sapone avrebbe cercato di parlargli del caso Garlasco. L’indagato racconta di aver contattato Soldani dopo quella proposta e di aver poi fornito al carabiniere il numero del legale.
Secondo la ricostruzione ascoltata nell’intercettazione, Sempio chiese se si trattasse di un interrogatorio. La risposta, sempre stando al suo racconto, fu negativa: l’incontro sarebbe dovuto avvenire in modo informale, in un luogo da concordare. «Noi ci vediamo… ci vediamo da qualche parte…», avrebbe detto Sapone.
I contatti risalgono al 2017
I tabulati telefonici collocano alcuni scambi tra Sempio e Sapone nel gennaio 2017, quando il primo risultava già iscritto nel registro degli indagati. Il 21 gennaio il responsabile della polizia giudiziaria di Pavia tentò di raggiungerlo quattro volte dal proprio telefono, tra le 10.33 e le 12.46; risultano inoltre altre chiamate partite da un’utenza della polizia giudiziaria.
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Il giorno seguente i contatti proseguirono con una sequenza ravvicinata. Alle 17.30 Sapone parlò con Sempio per più di cinque minuti; sette minuti dopo Andrea telefonò a Soldani, quindi alle 17.48 richiamò il militare. Alle 17.50 gli inviò anche il recapito del proprio avvocato.
L’ombra sui rapporti difensivi
Le conversazioni riportate nei brogliacci di Brescia e trasmesse a Pavia mostrano che Sempio nutriva dubbi sui rapporti tra Soldani e Sapone. In particolare, temeva che l’ex difensore avesse ottenuto documenti o notizie riservate attraverso contatti diversi da quelli di cui era a conoscenza.
In una delle intercettazioni l’indagato arriva a ipotizzare che Soldani possa aver consegnato 1.000 euro a un appartenente all’Arma per ricevere informazioni. Il ragionamento coinvolge anche il padre Giuseppe e richiama la possibilità che eventuali condotte corruttive riguardassero proprio i carabinieri impegnati nelle verifiche su Sempio nel 2017.
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