Gahr Store e Putin, telefonata durata 90 minuti
Il premier norvegese ha ribadito la sintonia con Alexander Stubb e la Coalizione dei Volenterosi sull’Ucraina.
Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store ha parlato per circa 90 minuti al telefono con Vladimir Putin.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura + spedizione gratis
La posizione sulla guerra
Nel colloquio, Store ha sostenuto la necessità di ridurre l’escalation del conflitto in Ucraina. La sua impostazione, ha spiegato, coincide con quella del presidente finlandese Alexander Stubb.
I due leader, secondo il premier norvegese, si muovono sulla stessa linea della Coalizione dei Volenterosi. Il gruppo riunisce più di 30 Paesi impegnati a garantire sostegno e sicurezza all’Ucraina.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Informati i Paesi alleati
Store ha inoltre riferito che gli Stati partner erano stati avvertiti prima del contatto con il presidente russo. “Tutti i partner e le nazioni alleate sono stati informati prima della telefonata”, ha dichiarato dopo le critiche espresse dalla premier danese Mette Frederiksen.
La conversazione si è svolta nella mattinata di martedì 27 ottobre. Al centro c’erano il conflitto ucraino e l’obiettivo di favorire una de-escalation, mentre la scelta di dialogare direttamente con Putin aveva suscitato la reazione della leader danese.
Continua a leggere
Zelensky sente Stubb e Store dopo il dialogo con Putin
Il presidente ucraino ha parlato con Finlandia e Norvegia dopo il raro confronto dei loro leader con Vladimir Putin
Video lunghi, Instagram apre ai contenuti da 90 minuti
La prova coinvolge un gruppo ristretto negli Stati Uniti e alcuni autori selezionati in Brasile.
Frederiksen critica Oslo e Helsinki per la chiamata a Putin
La premier danese accusa i due governi nordici di essersi mossi senza un’intesa comune con gli altri Paesi nordici.
Putin, colloquio con Stubb e Støre prima di Abu Dhabi
Il confronto ha toccato la guerra, la sicurezza del Baltico e le condizioni per riprendere il dialogo a novembre