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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

Frontiere ivoriane, quattro nuovi presidi: l’intesa con l’Italia entra nel vivo

Il progetto Civit porta nuove strutture e formazione per rendere più sicuri i controlli e contrastare tratta, frodi documentali e traffici illeciti.

Quattro nuovi posti di frontiera sono ora operativi in Costa d’Avorio, con l’obiettivo di rendere più coordinata la gestione dei transiti e rafforzare la risposta alle minacce che attraversano i confini. L’intervento si inserisce nel progetto Civit, avviato nel 2024 con fondi del Ministero dell’Interno italiano e realizzato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni insieme alle autorità ivoriane.

Il progetto non si è limitato alla costruzione o al potenziamento delle strutture. Novantasei agenti hanno seguito corsi dedicati alla gestione delle frontiere e dei flussi migratori, al riconoscimento dei documenti falsi, alla tratta di esseri umani e al traffico irregolare di migranti.

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La formazione prepara nuovi responsabili

Tra gli agenti coinvolti, 12 sono stati selezionati per diventare formatori nazionali. Il loro compito sarà contribuire alla diffusione delle competenze acquisite all’interno delle amministrazioni ivoriane, così da rendere più stabile nel tempo il rafforzamento delle capacità operative.

Un ulteriore scambio professionale ha coinvolto 15 funzionari di polizia della Costa d’Avorio, che hanno partecipato a un percorso specialistico a Nettuno. L’attività rientrava nel programma di collaborazione e trasferimento di competenze tra le strutture dei due Paesi.

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Quattro presidi per una frontiera più integrata

L’inaugurazione è avvenuta alla presenza del ministro dell’Interno e della Sicurezza ivoriano, generale Vagondo Diomandé, dell’ambasciatrice d’Italia in Costa d’Avorio, Roberta Di Lecce, e del capo della missione dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni nel Paese, David Preux.

Con l’apertura dei quattro posti di polizia, la cooperazione tra Roma e Abidjan entra in una fase operativa che combina infrastrutture, preparazione del personale e collaborazione tra le amministrazioni. Il progetto punta così a controlli transfrontalieri più efficaci e sicuri, sostenendo al tempo stesso una gestione più ordinata dei movimenti e delle migrazioni.

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