Frontex verso 30mila agenti, più poteri sui rimpatri
La Commissione presenta anche una forza rapida, un centro digitale e controlli sulle reti sociali dopo la crisi di Ceuta
La Commissione europea ha proposto una riforma di Frontex, destinata a rafforzare il controllo delle frontiere esterne e il coordinamento dei rimpatri. Il piano prevede un corpo permanente fino a 30mila agenti e una nuova forza mobilitabile rapidamente nelle emergenze.
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Più uomini per le frontiere
Il rafforzamento nasce dalla valutazione della Commissione sul quadro attuale: negli ultimi due anni gli ingressi irregolari sono diminuiti di oltre la metà, mentre il tasso dei rimpatri ha superato il 30%. Secondo Bruxelles, tuttavia, l'evoluzione della situazione geopolitica e della sicurezza richiede strumenti comuni più incisivi.
La dotazione complessiva di Frontex crescerà gradualmente. Il contingente comprenderà 17mila persone nella nuova riserva europea per frontiere e rimpatri, il personale dell'Agenzia portato al doppio e 7mila operatori già messi a disposizione dagli Stati membri. Gli uomini della riserva potranno essere inviati nei Paesi che ne faranno richiesta.
Ursula von der Leyen ha spiegato che l'obiettivo è sostenere gli Stati membri «ovunque e ogni volta» sia necessario, compreso il settore dei rimpatri, assegnando all'Agenzia poteri adeguati alle nuove esigenze. Il progetto legislativo sarà ora esaminato dal Consiglio dell'Unione europea e dal Parlamento europeo.
Un centro per i rimpatri
La proposta assegna a Frontex una funzione più ampia nella gestione dei ritorni. Un'apposita struttura raccoglierà e valuterà i dati operativi, aiutando le autorità a programmare gli interventi e a coordinarli tra i diversi Paesi.
L'assistenza dovrebbe coprire tutte le fasi: dall'individuazione delle persone e dalle informazioni sul rientro volontario fino all'organizzazione delle operazioni e al sostegno per il reinserimento. L'Agenzia potrà inoltre agevolare trasferimenti da uno Stato terzo a un altro, ma soltanto con il consenso del Paese coinvolto e nel rispetto dei diritti fondamentali e delle norme internazionali.
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Bruxelles ha presentato anche un secondo regolamento per informatizzare rimpatri, riammissioni e reinserimenti. Il testo mira a velocizzare l'esame delle pratiche, alleggerire gli adempimenti e migliorare lo scambio di informazioni attraverso un'unica interfaccia digitale. Frontex avrebbe un ruolo nella costruzione della nuova architettura informatica europea a disposizione degli Stati.
Reazione rapida e reti sociali
Tra le misure figura una forza di reazione rapida, pronta a essere impiegata alle frontiere esterne con un preavviso molto breve. La mobilitazione potrà essere decisa dal direttore esecutivo di Frontex su richiesta di un Paese membro che affronti una situazione d'emergenza.
Gli Stati dovranno inoltre comunicare entro 24 ore, attraverso la rete Eurosur, gli episodi capaci di produrre conseguenze rilevanti per le frontiere dell'Unione. La Commissione collega il nuovo impianto anche agli insegnamenti tratti dalla crisi di Ceuta verificatasi alla fine di luglio.
La riforma prevede infine un centro per l'osservazione e la risposta alle crisi in rete. La struttura potrà controllare i contenuti pubblicamente accessibili sulle reti sociali, individuare sviluppi utili alla gestione dei confini esterni e contribuire al contrasto dei materiali illegali collegati a rischi per la sicurezza.
La proposta arriva dopo che i leader europei hanno chiesto ulteriori interventi sulla politica migratoria. Durante l'ultimo Consiglio europeo è stata discussa anche la decisione del premier spagnolo Pedro Sanchez di regolarizzare 500.000 migranti.
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