4.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Francia, scuole nel caos: 500 licei verso la chiusura dopo gli scontri

Un docente aggredito con la benzina e decine di istituti danneggiati aggravano la crisi, mentre il governo prepara il ritorno graduale alle lezioni.

Un insegnante di La Ciotat, nel dipartimento delle Bouches-du-Rhône, sarebbe stato aggredito durante le proteste studentesche di venerdì. Nel frattempo, la Francia si prepara a un nuovo lunedì segnato da lezioni sospese e attività ridotte in centinaia di licei.


L’aggressione al docente riapre il caso

Un ragazzo di 16 anni è stato fermato nell’indagine sull’episodio. Thierry Laurent, docente di fisica e chimica, ha raccontato di essere intervenuto per spegnere un albero incendiato quando uno studente gli avrebbe rovesciato addosso della benzina, mentre si trovava vicino alle fiamme. Subito dopo, l’insegnante sarebbe stato colpito e il giovane si sarebbe allontanato.

Laurent ha riferito di aver riconosciuto l’aggressore come uno studente del suo liceo, anche se non lo conosceva personalmente. Ha presentato denuncia su indicazione della scuola e ha spiegato di voler incontrare il ragazzo non per paura o risentimento, ma per capire le ragioni del gesto. La richiesta di parlare con lui, avanzata in commissariato, non è stata accolta; il docente ha comunque ribadito: «Ciò che conta per me è che questo ragazzo non ripeta lo stesso gesto».


Cinquecento licei senza lezioni

L’emergenza riguarda ormai una parte consistente del sistema scolastico. Édouard Geffray, ministro dell’Istruzione, ha comunicato che tra 400 e 500 licei potrebbero interrompere completamente o parzialmente le attività lunedì, in assenza di condizioni adeguate per garantire la sicurezza. Secondo il ministro, venerdì lo stesso numero di istituti aveva già sospeso le lezioni, mentre la ripartenza dovrebbe avvenire in modo progressivo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Dall’inizio delle mobilitazioni studentesche, 24 scuole sarebbero state incendiate o gravemente danneggiate. Il bilancio comprende anche 78 membri del personale scolastico feriti. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha quindi chiesto che l’attività didattica riprenda ovunque sia possibile, subordinando il ritorno in aula alla valutazione delle condizioni di sicurezza.


Il piano del governo per ripartire

In una tabella di interventi trasmessa a diversi ministri, Lecornu ha indicato alcune misure per rispondere alle richieste degli studenti. Ogni distretto scolastico dovrà dare priorità alla sostituzione degli insegnanti assenti per periodi lunghi e alla copertura delle cattedre vacanti già questa settimana; un primo controllo è fissato per il 16 ottobre.

Per martedì è stato inoltre programmato un incontro con i presidenti delle regioni dedicato alla ristrutturazione degli edifici scolastici. Entro la fine di ottobre, invece, i ministri dovranno presentare le prime proposte per migliorare Parcoursup, la piattaforma nazionale usata per le iscrizioni al primo anno dell’istruzione superiore.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere