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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Francia, oltre 500 blocchi: la protesta unisce Gilet gialli e studenti

La mobilitazione contro il caro vita coinvolge lavoratori, giovani e movimenti politici, mentre il governo teme disordini nelle grandi città.

La Francia si prepara a una giornata di mobilitazione difficile da quantificare, con il timore che cortei e iniziative spontanee possano sfociare in scontri. Il governo ha già annunciato una linea inflessibile contro i blocchi di strade e infrastrutture strategiche, mentre nelle piazze si incontrano vecchi protagonisti dei Gilet gialli, studenti, sindacati e movimenti della sinistra radicale.

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Una protesta dai contorni imprevedibili

Una mappa pubblicata sul sito 17octobregiletjaune.net segnala più di 500 azioni distribuite sul territorio nazionale. Sono previsti presìdi, cortei e interruzioni della circolazione presso autostrade, rotatorie, depositi di carburante e stazioni di servizio.

Alla mobilitazione hanno aderito gruppi molto diversi: oltre ai Gilet gialli, vengono indicati studenti, agricoltori, vigili del fuoco, operai, insegnanti, personale sanitario, ambientalisti e pensionati. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è far convergere rivendicazioni nate in contesti differenti, tutte accomunate dal malcontento per il costo della vita.

Tra gli appelli figurano anche quelli di Jérôme Rodrigues ed Éric Drouet, volti noti delle proteste esplose nel 2018 e nel 2019 contro l’aumento delle imposte sui carburanti. Il numero effettivo dei partecipanti, tuttavia, resta difficile da stimare: alle iniziative programmate potrebbero aggiungersi numerosi raduni spontanei.


Gli studenti restano in prima linea

Il fronte studentesco continua a mobilitarsi dalla metà di settembre per chiedere condizioni di studio più dignitose e paritarie. La protesta, partita in modo discreto sui social, ha guadagnato forza con i blocchi dei licei e il successivo coinvolgimento delle università.

Nonostante il governo sostenga che la contestazione stia perdendo slancio, diversi istituti risultavano ancora chiusi. Tra questi c’è anche HEC, prestigiosa scuola di studi commerciali di Parigi. L’Unione sindacale dei liceali, inoltre, ha fatto sapere che non parteciperà all’incontro con il ministro dell’Educazione previsto per lunedì 19, dopo una riunione senza risultati concreti con Edouard Geffray.

A Saint-Denis, il liceo Paul-Éluard è stato teatro di una discussione sull’intervento della polizia. Docenti e personale scolastico hanno denunciato la violenza con cui alcuni agenti in borghese avrebbero tentato di portare via uno studente; circondati da una cinquantina di persone, i poliziotti hanno infine lasciato libero il ragazzo. Dall’inizio delle proteste, l’Ispettorato di polizia ha aperto 36 indagini interne.

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Scontro aperto sulla risposta di Parigi

Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha autorizzato l’impiego degli strumenti definiti armi intermedie contro eventuali gruppi violenti. Il via libera comprende proiettili di gomma, pistole a impulsi elettrici e granate stordenti, il cui utilizzo era stato sospeso in via prudenziale dopo che a Lens un quindicenne aveva perso una mano nell’esplosione di un ordigno.

La decisione riaccende il confronto sulla proporzionalità degli interventi durante le manifestazioni. Sui social è diventato popolare anche un fotomontaggio con la Pantera rosa in fuga dai cannoni ad acqua, immagine usata per criticare i metodi adottati dalle forze dell’ordine.

A Parigi sono attesi due cortei, con la presenza dei Gilet gialli, della Cgt e delle organizzazioni sindacali studentesche. Sophie Binet, segretaria generale della Cgt, ha chiesto che il costo della legge di Bilancio per il 2027 non ricada soltanto su lavoratori e pensionati: “Il governo deve prendere i soldi dove ci sono”.


Il governo teme gli scontri

Alla protesta partecipano anche esponenti di La France Insoumise, schierati da settimane a sostegno degli studenti. Jordan Bardella, presidente del Rassemblement national, ha accusato Jean-Luc Mélenchon di sfruttare politicamente la mobilitazione e l’ha definita “un’occasione per la Francia del caos”.

Dal ministero dell’Interno fanno sapere che il rischio maggiore riguarda Parigi e i principali centri urbani. Una fonte vicina a Nuñez ha riferito che il governo si aspetta “disordini, in particolare nei cortei parigini e nelle grandi città”, attribuendone la possibile responsabilità ai gruppi della sinistra radicale.

Le autorità hanno infine avvertito che non saranno accettati blocchi su arterie stradali decisive o presso infrastrutture considerate essenziali. La giornata si annuncia quindi come un banco di prova sia per la capacità dei movimenti di coordinarsi, sia per la gestione dell’ordine pubblico.

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