Francia nel caos: Macron promette ordine, Trump attacca l’immigrazione
Quasi 1.800 arresti e più di 500 feriti tra poliziotti, gendarmi e vigili del fuoco raccontano la gravità della notte di scontri in Francia.
Quasi 1.800 arresti e più di 500 feriti tra poliziotti, gendarmi e vigili del fuoco raccontano la gravità della notte di scontri in Francia. A Parigi i fermi sono stati 855, un bilancio superiore a quello registrato nelle fasi più dure della protesta dei gilet gialli. Mentre il Paese conta i danni, Emmanuel Macron promette una risposta severa e Donald Trump attribuisce le violenze all’immigrazione, senza fornire elementi a sostegno di questo collegamento.
LOOKFANTASTIC
-22% su LOOKFANTASTIC
Macron tra ascolto e fermezza
Nel discorso rivolto alla nazione, Macron ha riconosciuto il disagio espresso da liceali e studenti, legandolo alle difficoltà economiche e all’incertezza sul futuro. Il presidente ha però separato la protesta dalla distruzione: «Questa sera proviamo tutti rabbia e vergogna», ha affermato, aggiungendo che nulla può giustificare gli atti violenti.
Il capo dello Stato ha chiesto al governo di verificare la gestione dell’ordine pubblico e di analizzare il lavoro svolto dai servizi informativi. Ha inoltre assicurato che le inchieste sui reati proseguiranno rapidamente e con la massima severità, mentre il ministro della Giustizia ha sollecitato i procuratori ad adottare provvedimenti adeguati nei confronti dei responsabili.
Macron ha anche annunciato che prefetti e sindaci potranno vietare alcune manifestazioni e introdurre misure straordinarie per proteggere edifici pubblici, attività commerciali e centri urbani. La linea indicata dal presidente è netta: «Il Paese ha bisogno di ordine, non di un’escalation», ha detto, precisando che dialogo e ascolto non equivalgono a debolezza.
Città devastate e soccorsi sotto pressione
La mobilitazione, alimentata dai social, ha riunito la protesta contro il costo della vita e quella degli studenti, iniziata a settembre. Accanto ai cortei pacifici organizzati in diverse città sono comparsi incendi, saccheggi e attacchi contro strutture pubbliche e negozi.
A Limoges il municipio storico è stato assaltato e incendiato: le fiamme hanno distrutto l’edificio e provocato il cedimento del tetto davanti alla folla. A Lione è stato colpito l’ufficio del turismo, mentre a Parigi intere strade commerciali sono state devastate. Le prime valutazioni collocano i danni complessivi nell’ordine di centinaia di milioni di euro.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez aveva predisposto migliaia di agenti e segnalato il rischio di nuove violenze. Diversi amministratori locali hanno però giudicato insufficienti le risorse disponibili: il sindaco di Marsiglia Benoît Payan ha raccontato di aver contattato direttamente Macron per ottenere rinforzi, mentre il primo cittadino di Parigi Emmanuel Grégoire ha criticato la protezione garantita ai negozi.
Anche il sindacato di polizia Alliance ha denunciato difficoltà operative. Rudy Manna, suo delegato, ha riferito che a Marsiglia alcuni reparti sarebbero rimasti per quasi un’ora senza lacrimogeni e senza altre munizioni a impatto limitato.
Trump accende lo scontro politico
Dagli Stati Uniti Donald Trump ha invitato Parigi a chiudere le frontiere e a «riprendere il controllo, prima che sia troppo tardi». In un messaggio pubblicato su Truth Social ha scritto anche: «La Francia sta bruciando!», attribuendo le devastazioni all’arrivo di immigrati provenienti, a suo giudizio, da un contesto molto diverso da quello francese.
Nel suo intervento Trump non ha indicato prove che dimostrino un rapporto diretto tra immigrazione e disordini. Le sue parole sono arrivate mentre in Francia cresceva il confronto sulla gestione della sicurezza e sulle responsabilità politiche.
Il leader di France Insoumise Jean-Luc Mélenchon ha accusato le autorità incaricate dell’ordine pubblico di aver contribuito al caos, prendendo al tempo stesso le distanze dai saccheggi. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha respinto questa lettura, sostenendo che attribuire alla polizia la colpa delle violenze finisce per giustificare chi le commette.
Continua a leggere
Trump accusa l’Europa: “Immigrazione dietro le proteste”
Dopo la Francia, il presidente degli Stati Uniti chiama in causa anche l’Italia e collega le tensioni alle scelte europee sui confini.
Trump alza il tiro sull’Europa: il voto Usa può cambiare tutto
Il presidente lega immigrazione, crisi francese e alleanze atlantiche alla campagna per le elezioni di metà mandato, mentre l’inflazione pesa sul consenso repubblicano.
Sheinbaum sfida Trump: dal petrolio ai cartelli, il Messico non arretra
La presidente messicana respinge le accuse sulla sicurezza e difende l’autonomia energetica del Paese nei colloqui con Washington.
Trump scuote l’Europa: ritiro Usa se non cambia la gestione dei migranti
Dal Kansas il presidente americano lega la permanenza degli Stati Uniti in Europa alla risposta del continente sull’immigrazione e accusa gli alleati sulla Nato.