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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Francia nel caos, la stretta di Macron: proteste a rischio divieto

Dopo nuovi scontri e saccheggi, il presidente accusa i violenti e annuncia poteri più ampi per i prefetti mentre cresce il duello politico con Mélenchon e Le Pen.

Quasi 2.400 fermi, circa mille agenti feriti e danni stimati in diverse centinaia di milioni di euro: è il bilancio provvisorio della nuova giornata di proteste contro il carovita in Francia. A Parigi, Lione e altre città gli scontri hanno riacceso la tensione, spingendo Emmanuel Macron a promettere una risposta più severa e a mettere in discussione la possibilità di vietare alcuni raduni.

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Macron separa protesta e violenza

Nel messaggio rivolto al Paese, il presidente ha riconosciuto la legittimità delle richieste avanzate da centinaia di migliaia di manifestanti, ma ha tracciato una netta distinzione rispetto a saccheggiatori e gruppi responsabili delle devastazioni. «Proviamo tutti rabbia e vergogna. Chi ha distrutto deve pagare», ha affermato Macron, chiedendo anche ai partiti e ai sindacati di condannare senza esitazioni gli episodi violenti.

Il capo dell’Eliseo ha inoltre sollecitato informazioni più precise da parte dei servizi d’intelligence e maggiore trasparenza sulle responsabilità. Secondo la sua ricostruzione, alle frange di estrema sinistra si sarebbero affiancati numerosi delinquenti. Per proteggere i centri urbani, i prefetti potranno adottare misure straordinarie, fino alla sospensione di specifiche manifestazioni.


Parigi conta i danni

A Place de la République la polizia ha disperso un raduno non autorizzato, dopo il concentramento di rinforzi della CRS 8, unità specializzata negli interventi contro le violenze urbane. Gli agenti hanno utilizzato gas lacrimogeni e sono intervenuti per fermare i partecipanti dopo il lancio di oggetti; i vigili del fuoco hanno invece spento alcuni incendi.

La mobilitazione era stata rilanciata sui social con l’obiettivo dichiarato di mettere sotto pressione le forze dell’ordine. Intorno alla statua di Marianne sono comparsi cartelli contro il governo, mentre il bilancio economico si è ulteriormente aggravato: Alexandre Bompard, presidente della Federazione del commercio e della distribuzione, ha parlato di circa 1.500 negozi ed esercizi colpiti, molti dei quali saccheggiati.


Vittime e feriti aggravano la crisi

Tra gli agenti feriti, quasi mille appartengono alla polizia o alla gendarmeria e sette avrebbero riportato lesioni gravi. A Mulhouse, inoltre, una ragazza di 17 anni avrebbe perso un occhio durante gli scontri con le forze dell’ordine. Sul caso è stata aperta un’indagine dell’Ispettorato generale della polizia nazionale, l’Igpn.

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La tensione è tornata alta anche a Lione. A Limoges, invece, almeno 7.000 persone hanno partecipato a una manifestazione dopo l’incendio doloso che ha danneggiato il municipio: il cedimento della guglia ha evocato per molti l’incendio di Notre-Dame, trasformando l’immagine in uno dei simboli delle violenze del fine settimana.


Il fronte politico si divide

Jean-Luc Mélenchon ha respinto le accuse rivolte alla France Insoumise, sostenendo che il movimento popolare non sarebbe guidato dal suo partito ma da sindacati e assemblee. In un intervento televisivo ha accusato Macron di voler lasciare che la situazione si logori e ha rivendicato il ruolo degli eletti di Lfi, che a suo dire da tre settimane cercano di interporsi durante gli interventi della polizia.

Marine Le Pen ha scelto invece un messaggio televisivo di oltre otto minuti, registrato con modalità istituzionali e la bandiera francese alle spalle. La leader del Rassemblement National ha attribuito le violenze a una convergenza tra gruppi politicizzati e criminali delle periferie, accusando allo stesso tempo il governo di essere ormai «allo stremo, sfinito, disorientato».

Macron ha invitato a riportare il confronto nelle sedi politiche e non nelle strade, anche in vista delle elezioni presidenziali previste tra sei mesi. Intanto, i rappresentanti di commercianti, distributori, artigiani e ristoratori saranno ricevuti dal ministro del Commercio Serge Papin insieme a banche e assicurazioni, mentre il presidente si prepara a partire per il Medio Oriente per iniziative diplomatiche legate alla riduzione dei costi del carburante.

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