Francia, la refurtiva dei disordini riappare online: cosa rischiano i venditori
Profumi, abiti e cosmetici sottratti durante le violenze sono stati offerti in rete, mentre le piattaforme annunciano controlli rafforzati e collaborazione con le autorità.
Le piattaforme coinvolte hanno reagito annunciando controlli più severi sugli annunci sospetti e la rimozione dei contenuti collegati a possibili beni rubati. In una nota, alcune società hanno assicurato: «Abbiamo agito subito per individuare e cancellare gli annunci sospetti e abbiamo intensificato le verifiche». È stata inoltre confermata la collaborazione con le forze dell’ordine francesi.
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Anche la vendita espone a pesanti sanzioni
In Francia, chi rimette in circolazione oggetti provenienti da un furto può essere accusato di ricettazione. La normativa prevede fino a cinque anni di carcere e una sanzione economica che può arrivare a 375mila euro.
Il rischio riguarda anche chi propone la merce attraverso canali informali o prova a sottrarsi ai controlli delle piattaforme. Gli annunci comparsi dopo le violenze, infatti, non erano semplici offerte anonime: in diversi casi lasciavano intendere l’origine dei prodotti.
Profumi e cosmetici tra le offerte
Nei giorni successivi ai disordini, la rete è stata invasa da inserzioni dedicate a vestiti, profumi, trucchi e altri articoli di largo consumo. Le proposte riguardavano prodotti di marche diverse, presentati come occasioni a basso costo.
A rendere particolarmente evidente il collegamento con i saccheggi era la descrizione scelta da alcuni venditori. Accanto agli articoli compariva infatti la dicitura «del 17 ottobre», un riferimento utilizzato per indicare il momento in cui la merce sarebbe stata sottratta.
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Le trattative si spostano su Snapchat
Per evitare le verifiche interne, alcuni inserzionisti avrebbero invitato gli interessati a proseguire la conversazione su Snapchat. In questo modo, prezzo e consegna potevano essere discussi lontano dagli spazi pubblici delle piattaforme di vendita.
Già nella mattinata di lunedì molti annunci non risultavano più disponibili. Non è stato possibile stabilire se la cancellazione fosse stata decisa dai gestori dei servizi oppure dagli stessi utenti che li avevano pubblicati.
Sui social cresce la richiesta
Alla disponibilità improvvisa dei prodotti ha fatto seguito una domanda altrettanto rapida. Sui social network sono comparsi messaggi di persone alla ricerca soprattutto di cosmetici e profumi collegati agli eventi del 17 ottobre.
Tra le richieste circolate figurava anche: «Cerco trucchi del 17 ottobre, non è uno scherzo!». Il fenomeno ha così trasformato la merce sottratta durante i saccheggi del fine settimana in un’opportunità di vendita per alcuni giovani e in un’affare ricercato da potenziali acquirenti.
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