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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Francia, la piazza degli studenti sfida il governo: oltre 86mila in corteo

La mobilitazione nazionale riunisce liceali, docenti e sindacati mentre la consultazione sull’istruzione viene giudicata tardiva e la gestione della protesta finisce sotto accusa.

La consultazione pubblica appena avviata dal ministero dell’Educazione non convince i rappresentanti degli studenti: a loro giudizio arriva fuori tempo massimo e non offre garanzie su interventi concreti. «Non ci fermeremo finché sul tavolo non ci saranno 10 miliardi», ha dichiarato Sabrine Kharbach, portavoce dell’Union Etudiante, chiedendo anche condizioni essenziali per gli studenti e la fine del disprezzo istituzionale.


Il dialogo istituzionale non basta

Dal lunedì 5 al venerdì 23 ottobre, gli studenti possono utilizzare la piattaforma Agora per raccontare i problemi incontrati a scuola, indicare le proprie aspettative e proporre possibili miglioramenti. L’iniziativa è formalmente rivolta alla popolazione studentesca, ma risulta accessibile anche a chi desideri intervenire in forma anonima.

Tra gli argomenti sottoposti agli utenti figurano le difficoltà più urgenti della vita scolastica e le misure necessarie per favorire l’apprendimento e rendere migliore l’esperienza quotidiana negli istituti. La consultazione è stata presentata mentre Emmanuel Macron assisteva al primo lancio di un nuovo missile intercontinentale da sottomarino; per gli studenti, però, le domande online non compensano l’assenza di impegni immediati.


La mobilitazione coinvolge tutta la Francia

Sono più di 86mila le persone scese in strada nella giornata di protesta, con circa 900 istituti rimasti chiusi. Il ministero dell’Istruzione ha indicato precisamente in 891 i licei e le scuole che hanno interrotto le lezioni.

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La manifestazione non riguarda soltanto i liceali, che hanno dato origine alla mobilitazione. Al loro fianco partecipano gli insegnanti e le organizzazioni sindacali Fsu, Cgt, Fo, Cfdt, Unsa, Sud e Solidaires. A Parigi il corteo principale è previsto alle 14 da place de la République, mentre altri appuntamenti sono stati organizzati a Strasburgo, Tours e Rouen, oltre che in città come Lione, Tolosa e Nantes.


Sotto accusa la risposta della polizia

La gestione dell’ordine pubblico ha alimentato ulteriori tensioni. Nelle ore precedenti è stato contestato il ricorso a un ingente dispiegamento di forze e all’uso della forza contro manifestanti minorenni; la Ligue des droits de l’homme ha definito quanto accaduto «una repressione brutale».

Il bilancio comprende un ragazzo che avrebbe perso un occhio e un altro giovane rimasto senza una mano. Di fronte alla gravità degli episodi, le forze dell’ordine hanno aperto circa una decina di indagini interne. La protesta di oggi si inserisce così in un clima già segnato dal conflitto tra il mondo della scuola e le istituzioni, mentre le richieste degli studenti riguardano anche la possibilità di mangiare, dormire e avere docenti di filosofia nell’anno della maturità.

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