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Attualità 2 min di lettura15 ott

Francesco Vitiello, il dolore nascosto dietro l’addio a Un posto al sole

L’attore racconta la lunga pausa dalla soap, il rapporto con l’alopecia e il percorso che lo ha riportato davanti alla macchina da presa.

Per cinque anni Francesco Vitiello ha lasciato il set di Un posto al sole, mentre affrontava una fase complessa della propria vita personale e professionale. A spingerlo lontano dalle scene è stata anche l’alopecia, una condizione con cui convive dall’adolescenza e che ha avuto un impatto particolarmente forte sulla sua immagine.

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L’alopecia e il peso dello sguardo

Vitiello ha spiegato che la malattia non comporta rischi per la vita né limitazioni fisiche rilevanti, ma può diventare molto difficile da sostenere sul piano emotivo. La trasformazione dell’aspetto, ha sottolineato, può essere rapida e profonda, con conseguenze importanti sulla percezione di sé.

I primi sintomi sono comparsi quando aveva 16 anni. Il problema si manifestava a fasi alterne, ma con una forma che l’attore ha definito piuttosto aggressiva. Proprio in quell’età, quando l’attenzione verso il proprio aspetto è particolarmente intensa, la perdita dei capelli rappresentava una prova difficile. Per Vitiello, inoltre, la notorietà rendeva tutto più esposto: non poteva semplicemente sottrarsi agli sguardi, e il peso della situazione finiva per amplificarsi.

L’esperienza, ha raccontato, gli ha permesso di scoprire una capacità di resistenza che non pensava di possedere. “Da un punto di vista psicologico è molto difficile da affrontare”, ha detto parlando dell’impatto che l’alopecia ha avuto sulla sua immagine.

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La pausa dal set gli ha dato una

Durante l’assenza dalla soap, l’attore ha scelto di avvicinarsi alla regia e alla produzione. Non si sentiva più completamente a suo agio davanti allo schermo e ha preferito prendere le distanze dalla recitazione, senza però abbandonare il mondo dei progetti audiovisivi e della creatività.

Quella parentesi professionale si è rivelata decisiva. Osservando i colleghi al lavoro, Vitiello ha capito quanto gli mancasse recitare e ha rivalutato una professione praticata per circa vent’anni. La lontananza dal set gli ha quindi consentito di interrogarsi sulle proprie aspirazioni, mantenendo allo stesso tempo l’interesse per gli aspetti produttivi e creativi che accompagnano ogni progetto.

“Stare fuori mi ha fatto capire quanto mi piacesse fare l’attore”, ha raccontato. La pausa, durata cinque anni, non ha dunque rappresentato una chiusura definitiva, ma un passaggio utile per ritrovare il desiderio di tornare davanti alla macchina da presa nei panni di Diego Giordano.

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