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Attualità 2 min di lettura2 giorni fa

Foto ritoccata e scontro politico: Gelmini attacca Vannacci

L’ex ministra accusa il generale di usare un’immagine manipolata contro una donna e contesta le sue posizioni sui diritti e sulla disabilità.

Mariastella Gelmini interviene sul caso della fotografia modificata e rivolge a Roberto Vannacci accuse molto dure. Per l’esponente di Noi Moderati, l’episodio non può essere liquidato come semplice ironia politica: rappresenterebbe invece un atteggiamento sessista e lontano dal rispetto dovuto alle persone.


L’accusa sul fotomontaggio

In un’intervista a Repubblica, Gelmini sostiene che alterare l’immagine di una donna per colpirla sul piano politico mostri una cultura retrograda e maschilista. A suo giudizio, dietro quella scelta non ci sarebbe nemmeno una reale vena satirica: «Se il suo modo di fare politica è il fotoritocco allora vuol dire che non ha argomenti», afferma.

L’ex ministra ritiene che Vannacci cerchi di riproporre comportamenti che in passato venivano considerati tollerabili, come ammiccamenti e offese rivolti alle donne. Oggi, osserva, quel clima non dovrebbe più trovare spazio nel dibattito pubblico e la vicenda, nella sua lettura, si riassume in una parola: «È sessismo».


Diritti e rispetto nel mirino

Gelmini allarga poi la critica al modo in cui il generale si rapporta alle donne. Il confronto politico, spiega, può essere anche aspro, ma non deve trasformarsi in un attacco alla dignità personale. Richiama inoltre le posizioni attribuite a Vannacci sugli studenti con disabilità, per i quali avrebbe sostenuto l’ipotesi di classi separate.

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Su questi temi l’ex ministra ricorda le battaglie condivise con Mara Carfagna e Giusy Versace a favore dei diritti femminili e delle persone con disabilità. Parlando del comportamento del generale, lo definisce «puerile» e giudica eccessive le sue continue vanterie, sostenendo che dovrebbe porgere le proprie scuse alle donne, a cominciare da quelle appartenenti al suo stesso partito.


Dubbi sull’effetto elettorale

Secondo Gelmini, la strategia comunicativa di Vannacci può certamente garantirgli visibilità sui media, ma non necessariamente consenso nelle urne. La sua previsione è anzi negativa: un simile atteggiamento rischierebbe di allontanare gli elettori invece di conquistarli.

In chiusura, l’ex ministra mette in dubbio che le donne possano scegliere un rappresentante percepito in questo modo e domanda: «Come fanno le donne a votare per uno così?».

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