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Attualità 1 min di lettura15 ott

Foti e quella frase dopo l’incidente alla Camera: il messaggio che fa discutere

Dopo l’imprecazione durante il dibattito sul Consiglio europeo, sullo stato WhatsApp del ministro è comparsa una battuta riferita all’episodio.

Un’imprecazione sfuggita durante i lavori parlamentari ha avuto un seguito inatteso fuori dall’Aula. Poche ore dopo l’episodio, sullo stato WhatsApp attribuito a Tommaso Foti è comparsa una frase ironica che sembrava richiamare proprio quelle parole pronunciate a Montecitorio.

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La tensione nata sui documenti parlamentari

Il ministro per gli Affari europei era intervenuto dopo le comunicazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. Il suo compito era esprimere la posizione del governo sulle risoluzioni depositate dai diversi gruppi, ma durante la lettura sarebbe emersa un’incongruenza tra i numeri indicati e i rispettivi firmatari.

A quel punto Lorenzo Fontana, presidente della Camera, è intervenuto per correggere l’indicazione. Foti ha replicato contestando i dati messi a sua disposizione: «Questo è quello che avete dato. Se poi date delle cose sbagliate… Ma questi sono atti della Camera».


L’espressione catturata dalle telecamere

Nel corso dello scambio, al ministro è sfuggito un «che cazzo» che ha attirato l’attenzione dei deputati e del pubblico. Fontana ha provato a ridimensionare il momento con un «Non si preoccupi», ma Foti ha risposto: «No, mi preoccupo».

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Le immagini della seduta hanno rapidamente iniziato a circolare sui social, trasformando una breve parentesi del dibattito in uno degli episodi più commentati della giornata. L’incidente si è così spostato dal piano strettamente parlamentare a quello della comunicazione pubblica.


La battuta apparsa su WhatsApp

In serata, sullo stato WhatsApp del ministro sarebbe comparso il testo: «Sii orgoglioso. Ho sdoganato il cazzo alla Camera». La formulazione sembra riferirsi in modo scherzoso alla parolaccia pronunciata durante la seduta e alla successiva diffusione del video.

Resta incerto se il contenuto fosse destinato a una conversazione privata. L’ipotesi è che Foti volesse inviarlo a un amico e lo abbia invece pubblicato sul proprio stato, rendendolo visibile ai contatti autorizzati.

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