Forza Italia, il sindaco fotografato a una cena fascista
La serata si è svolta il 28 ottobre a Trissino, tra simboli del regime e commensali con camicie nere.
Gabriele Tasso, sindaco di San Pietro Mussolino, è stato fotografato a una cena di nostalgici del Fascismo il 28 ottobre.
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Le vittime delle stragi
Carlo Cunegato, consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra, ha contestato la presenza del primo cittadino all’iniziativa. A suo giudizio, l’episodio contrasta con il profilo liberale e moderato rivendicato da Forza Italia e con la memoria delle vittime delle violenze nazifasciste.
Nell’estate del 1944 San Pietro Mussolino fu colpita da due operazioni punitive. Dopo l’incendio del municipio, avvenuto l’1 luglio, e l’uccisione di un militare tedesco l’8 luglio, la rappresaglia provocò 18 morti. Tra loro c’era il parroco don Luigi Bevilacqua, assassinato davanti alla madre anziana e alla sorella; il suo corpo fu ritrovato carbonizzato tra i resti della chiesa bruciata.
L’11 luglio furono date alle fiamme 210 abitazioni, 195 fienili e 129 stalle. Le cronache riferirono inoltre dell’uccisione di 2483 animali da cortile e di circa un centinaio di animali da pascolo, mentre 800 residenti rimasero senza casa.
La cena a Trissino
L’incontro si è tenuto in un ristorante di Trissino. Nelle immagini compaiono ritratti di Benito Mussolini, aquile e altri emblemi fascisti; Tasso è ritratto in piedi accanto a due stendardi, circondato da diversi partecipanti, molti dei quali indossano camicie nere.
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Interpellato sulla serata, il sindaco ha respinto la richiesta di chiarimenti con queste parole: «Lei è un magistrato? Io non le devo spiegare niente, non ho niente da spiegare». Alla domanda se intendesse fornire una motivazione, ha risposto: «No, per niente».
Il riconoscimento chiesto nel 2020
La fotografia e la partecipazione alla cena sono state rilanciate sulle reti sociali e poi raccontate dal Giornale di Vicenza. Cunegato ha definito la vicenda «un attentato non solo ai principi della democrazia e della Costituzione, ma anche alla coerenza logica», collegandola alla precedente posizione del sindaco.
Nel 2020 Tasso aveva infatti annunciato l’avvio dell’iter per ottenere una medaglia al valore destinata alle vittime civili della strage. Aveva spiegato che il riconoscimento avrebbe dovuto conservare la memoria dei morti innocenti e trasmetterne il ricordo alle nuove generazioni, dopo gli episodi avvenuti nella Valle del Chiampo nel luglio 1944.
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