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Attualità 3 min di lettura4 ore fa

Flydubai, l’ombra della radicalizzazione sul copilota omanita

Le autorità israeliane indagano sui possibili legami ideologici del copilota, mentre il comandante racconta a Narendra Modi come ha impedito una tragedia in volo.

Un funzionario israeliano sostiene che il copilota omanita del volo Flydubai avrebbe pubblicato sui social network riferimenti all’uccisione di ebrei. I suoi profili, ha spiegato, mostrerebbero una vicinanza a posizioni jihadiste e la disponibilità a morire durante l’azione, ma ogni conclusione resta subordinata agli accertamenti in corso.


Indagini aperte sull’attacco

Le autorità israeliane stanno cercando di chiarire se l’uomo avesse legami con l’Iran e se il gesto fosse stato preparato in precedenza. Il funzionario ha precisato che non è ancora possibile stabilire con certezza l’intenzione di far precipitare l’aereo, anche se gli elementi raccolti finora vengono considerati compatibili con l’ipotesi di un attentato suicida.

Israele punta inoltre a ottenere la consegna del sospettato. Il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha sostenuto che chi avrebbe progettato di abbattere il velivolo e uccidere 180 israeliani dovrebbe essere giudicato in Israele e ricevere la pena più severa prevista dalla legge.

Il premier Benjamin Netanyahu, intervenendo anche a Fox News, ha riferito che il copilota avrebbe ricevuto un indottrinamento radicale di matrice islamista. Secondo il primo ministro, serviranno alcuni giorni per verificare l’eventuale collegamento con Teheran; intanto l’uomo è sotto inchiesta in Arabia Saudita e potrebbe essere trasferito negli Emirati Arabi Uniti, da dove era partito.


Il comandante racconta la reazione decisiva

Nel mezzo dell’emergenza, il comandante Smit Machchhar è riuscito a tornare operativo nonostante le ferite riportate nell’aggressione. Durante una videochiamata con Narendra Modi, il pilota indiano ha spiegato di aver compreso che non poteva restare a terra mentre i passeggeri erano in pericolo.

«Non potevo lasciare che tutte quelle persone morissero», ha detto Machchhar al premier. Rivolgendosi a Modi, ha aggiunto di essersi imposto di rialzarsi e intervenire, arrivando a superare il dolore per riuscire ad aprire la porta della cabina di pilotaggio.

Il pilota ha anche definito Modi il suo principale punto di riferimento e ha espresso gratitudine per l’incoraggiamento ricevuto. Nel racconto, ha sottolineato la gravità delle lesioni subite e lo sforzo necessario per riprendere il controllo della situazione.


Passeggeri dentro la cabina

A contribuire alla salvezza del volo sono stati anche alcuni passeggeri. Uno di loro, incontrando Netanyahu all’aeroporto Ben Gurion, ha raccontato di essere entrato nella cabina quando il velivolo stava perdendo rapidamente quota e di aver trovato l’aggressore ai comandi, senza piloti seduti ai loro posti.

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L’uomo ha afferrato il copilota e ha tentato di trascinarlo lontano dai comandi, chiedendo poi l’aiuto di altri israeliani presenti a bordo. L’aggressore, secondo il suo racconto, stava cercando di danneggiare i sistemi dell’aereo per renderlo ingovernabile.

Mentre il velivolo si inclinava, il passeggero è riuscito a rientrare nella cabina e a intervenire sui comandi. «Ho bloccato l’uomo e ho iniziato a trascinarlo via», ha riferito, spiegando che alcune nozioni apprese guardando documentari sugli incidenti aerei gli sono state utili in quei momenti.


Un volo precipitato nel caos

L’episodio è avvenuto sul collegamento da Dubai a Tel Aviv, con oltre 150 persone a bordo. Dopo la colluttazione e l’intervento del comandante, l’aereo ha recuperato stabilità; in precedenza aveva perso più di quattromila metri di quota in appena 29 secondi.

Il velivolo è stato deviato verso Tabuk, in Arabia Saudita, dove è atterrato prima di proseguire il viaggio per Tel Aviv. I passeggeri sono infine arrivati a destinazione sani e salvi.

Netanyahu ha descritto l’accaduto come una minaccia dalle possibili ripercussioni internazionali. Il premier ha attribuito a comandante e passeggeri il merito di aver fermato il tentativo di dirottamento e di aver evitato una tragedia che, a suo giudizio, avrebbe potuto ricordare per dimensioni l’11 settembre.

Il primo ministro israeliano ha inoltre parlato di odio estremista nei confronti degli israeliani, pur invitando alla prudenza sull’eventuale ruolo dell’Iran. Le autorità saudite stanno conducendo gli accertamenti e Israele ha fatto sapere di voler seguire da vicino l’inchiesta.

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