Flydubai, l’accusa di Netanyahu: attentato per abbattere l’aereo
Il premier israeliano parla di radicalizzazione e di possibili mandanti, mentre il pilota ferito racconta a Narendra Modi la scelta fatta per salvare i passeggeri.
Benjamin Netanyahu ritiene che l’aggressore coinvolto nell’episodio del volo Flydubai volesse provocare una tragedia aerea. Il primo ministro israeliano ha collegato il gesto a un percorso di radicalizzazione islamista, senza escludere al momento l’ipotesi di un’azione commissionata.
Netanyahu evoca una regia esterna
Secondo Netanyahu, gli elementi raccolti finora delineano con maggiore chiarezza la dinamica dell’attacco. L’obiettivo attribuito all’attentatore sarebbe stato quello di mandare l’aereo fuori controllo e causarne lo schianto insieme alle persone a bordo.
Le autorità stanno ancora cercando di capire se l’uomo abbia agito autonomamente oppure se abbia ricevuto istruzioni da qualcuno. In un video, Netanyahu ha avvertito: «Se c’è qualcuno dietro, la pagherà cara», assicurando che eventuali responsabili saranno perseguiti.
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Il pilota ferito ha parlato
Il comandante indiano rimasto ferito ha avuto un colloquio con Narendra Modi. Al primo ministro ha spiegato di aver agito per impedire che i passeggeri perdessero la vita, nonostante le condizioni di pericolo.
«Non potevo permettere che i passeggeri morissero», ha detto il pilota. Il suo racconto si inserisce nel quadro ancora parziale dell’indagine, che dovrà chiarire sia le modalità dell’aggressione sia l’eventuale presenza di una rete alle spalle dell’attentatore.
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