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Attualità 3 min di lettura59 min fa

Florida, protestare contro l’ICE può costare il diploma: il caso FIU

A Miami la polizia universitaria può collaborare con l’ICE e intervenire sul fronte migratorio: gli studenti contestano l’accordo e denunciano pressioni dopo una protesta silenziosa.

Una protesta silenziosa contro la collaborazione tra la Florida International University e l’ICE si è trasformata in un procedimento disciplinare per sette studenti. Tra loro c’è Andrew Caro, 22 anni, che rischia di vedere compromesso il percorso verso la laurea dopo aver contestato l’estensione dei poteri della polizia interna al campus.

Il caso nasce in uno degli atenei con la più alta presenza ispanica della Florida, proprio mentre Miami è diventata il principale centro statunitense per gli arresti effettuati dall’agenzia federale incaricata dei controlli sull’immigrazione. La vicenda mostra il clima creato dalla stretta voluta dall’amministrazione Trump e sostenuta dal governatore Ron DeSantis.

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La protesta finita davanti ai giudici

Il 13 marzo Caro e altri sei studenti hanno partecipato a un’iniziativa durante un incontro con la presidente dell’università Jeanette Nuñez e l’ex giocatore di baseball Alex Rodriguez. I ragazzi si sono alzati in piedi mostrando magliette con la scritta «ICE fuori dalla FIU», sono rimasti in silenzio per tre minuti e poi hanno lasciato la sala.

All’esterno, gli agenti della polizia universitaria li hanno fermati per identificarli. Circa un mese più tardi sono arrivate le contestazioni disciplinari: agli studenti è stato comunicato che il mancato riscontro avrebbe potuto portare anche al blocco del diploma. Dopo l’udienza interna del 19 giugno, la commissione li ha ritenuti responsabili di aver violato le regole dell’ateneo sulle manifestazioni.

Il ricorso presentato dagli studenti è stato respinto dall’università. La controversia è quindi arrivata davanti alla giustizia federale, che in via preliminare ha impedito alla FIU di applicare sanzioni. «Voglio laurearmi, ma non posso restare a guardare mentre la mia comunità viene terrorizzata e oppressa», ha affermato Caro, spiegando le ragioni della mobilitazione.


Nel campus la paura prende il posto del

Secondo lo studente, molti compagni hanno rinunciato a unirsi agli ICEBreakers per timore di conseguenze personali o familiari. La preoccupazione è aumentata dopo che 18 studenti internazionali e neolaureati hanno perso temporaneamente il proprio status migratorio per decisione dell’amministrazione Trump; le revoche sono state poi annullate.

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L’accordo firmato a luglio consente agli agenti della polizia della FIU di collaborare con l’ICE e di svolgere alcune attività di controllo dell’immigrazione all’interno dell’università. In concreto, possono fermare gli studenti, chiedere informazioni sulla loro posizione migratoria e procedere all’arresto in presenza di irregolarità.

Il capo della polizia universitaria Alex Casas difende la scelta e sostiene che l’opinione pubblica abbia ingigantito il timore presente nel campus. A suo giudizio, la preoccupazione riguarderebbe soltanto 25 o 30 studenti e avrebbe soprattutto una matrice politica e identitaria. «Intervenire in anticipo permette di avere più controllo sull’evoluzione delle situazioni», ha spiegato, collegando la nuova linea alla necessità di prevenire eventuali problemi.


La Florida cambia volto politico

La svolta della FIU si inserisce nella trasformazione della Florida, passata da Stato conteso tra democratici e repubblicani a roccaforte conservatrice. Qui vive la terza popolazione ispanica più numerosa degli Stati Uniti, dopo California e Texas, ma le politiche sull’immigrazione hanno assunto un ruolo centrale nell’agenda di DeSantis.

Anche la traiettoria di Nuñez riflette questo cambiamento. Quando era deputata repubblicana nella Camera della Florida, aveva sostenuto una norma che permetteva agli studenti immigrati privi di documenti di pagare le stesse tasse universitarie dei cittadini statunitensi. In seguito, da vicegovernatrice, ha appoggiato l’eliminazione della misura, sostenendo che le condizioni politiche fossero mutate; nel febbraio 2025 è stata scelta da DeSantis per guidare la FIU.

La comunità studentesca resta divisa. Caro racconta di aver ricevuto sostegno anche da alcuni compagni repubblicani, contrari alle posizioni degli ICEBreakers ma convinti che l’università abbia leso il diritto di manifestare pacificamente garantito dal Primo Emendamento. Altri studenti, invece, dichiarano apertamente il proprio appoggio all’ICE, a Nuñez, a DeSantis e a Donald Trump.

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