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Attualità 3 min di lettura20 min fa

Film italiani, doppia rivincita: la sala riparte e lo streaming li rilancia

I numeri presentati al MIA mostrano una convivenza sempre più solida tra proiezioni cinematografiche e piattaforme, con i titoli italiani protagonisti su entrambi i fronti.

Il cinema italiano sta conquistando pubblico su due schermi diversi. Da una parte le sale hanno quasi recuperato i livelli precedenti alla pandemia; dall’altra, i film già passati dai cinema continuano a trovare spettatori sulle piattaforme, dove anche opere meno fortunate al botteghino possono vivere una seconda stagione di successo.

La fotografia è emersa durante l’ultima edizione del MIA, sulla base della ricerca ANICA dedicata alle abitudini degli spettatori. Nel periodo compreso tra il 20 maggio e il 20 giugno 2026 sono state conteggiate 32 milioni di visioni domestiche, contro 4,2 milioni di ingressi in sala. In questo confronto, la quota del cinema italiano raggiunge quasi il 20% sulle piattaforme, mentre resta all’8% nelle sale.

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Lo streaming riaccende i film italiani

Il risultato diventa ancora più significativo osservando le pellicole arrivate da poco sui servizi a pagamento. Su 9,3 milioni di visioni complessive di film recenti, 3 milioni riguardano produzioni italiane: una percentuale del 32%. Secondo ANICA, i titoli nazionali funzionano particolarmente bene online quando sono usciti da poco.

La classifica dei dieci film italiani più visti conferma il fenomeno. In vetta c’è Buen Camino, firmato da Zalone e Nunziante e distribuito da Netflix, ancora capace di attirare un pubblico molto ampio dopo il percorso trionfale in sala. Alle sue spalle resistono Diamanti di Ozpetek, seguito da quasi un anno e mezzo, e Le cose non dette di Muccino.

La piattaforma offre inoltre una nuova possibilità a film che al cinema non avevano raggiunto risultati altrettanto rilevanti. Agata Christian, Due cuori e due capanne, La Grazia di Sorrentino e Il Maestro di Di Stefano occupano infatti dal quarto al settimo posto della graduatoria italiana. L’unica produzione realizzata direttamente per una piattaforma presente nei primi dieci è Non è un paese per single, di Prime Video, all’ottavo posto; resta in classifica anche C’è ancora domani di Cortellesi.


In sala tornano soprattutto i giovani

Il recupero dei cinema si misura anche nei biglietti venduti. Il confronto tra i 29 milioni e 500mila ingressi del 2018 e del primo semestre 2019 e i 29 milioni e 600mila registrati nel 2025 e nei primi sei mesi del 2026 indica che il divario provocato dal Covid è ormai quasi colmato.

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Nel 2025 gli spettatori complessivi sono stati 68 milioni. Il 56% del rilancio è attribuito alle persone con meno di 35 anni, che rappresentano il 31% della popolazione italiana. Particolarmente vivace è la fascia tra i 15 e i 24 anni, capace di superare i livelli precedenti alla pandemia.

Gli ultracinquantenni, pur costituendo il 50% della popolazione, incidono invece per il 25% degli ingressi. Tornano lentamente al cinema, ma acquistano meno di due biglietti l’anno in media, mentre tra gli under 35 la frequenza sale a quattro o cinque. Anche il dato sulle persone raggiunte conferma la tendenza: nel primo semestre si è passati da 18 a 22 milioni di spettatori tra il 2025 e il 2026, senza includere i risultati estivi di Odissea e Spider-Man: Brand New Day, usciti nel luglio 2026.


Sale e piattaforme non si escludono

La ricerca presentata al MIA ridimensiona l’idea di una contrapposizione tra cinema e visione domestica. Lucia Borgonzoni, sottosegretaria del Ministero della Cultura, ha commentato: «Sembrava che col Covid la sala dovesse scomparire. Si diceva che con le piattaforme i cinema avrebbero chiuso tutti, invece i film vanno visti in tutte le fasi del loro sfruttamento oltre la sala».

I dati mostrano anche l’esistenza di un pubblico ormai legato esclusivamente allo streaming. Circa il 30% degli utenti dichiara di non andare mai al cinema, pur guardando film con regolarità sui servizi a pagamento e scegliendo in misura consistente produzioni italiane.

Sul piano demografico, gli uomini tornano a prevalere sulle donne sia nelle sale sia davanti agli schermi domestici. Nel complesso, però, il quadro restituisce una filiera più integrata: il passaggio al cinema non chiude la vita di un film, ma può diventare il primo segmento di un percorso che prosegue sulle piattaforme.

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