Ferrara ritrova Palazzo Barbantini-Koch: 135 opere nel nuovo polo Bper
Dopo il recupero, lo storico edificio di corso della Giovecca riapre alla città con una collezione permanente, mostre e l’Archivio storico Bper.
Centotrentacinque opere distribuite in 18 sale segnano il ritorno alla vita pubblica di Palazzo Barbantini-Koch. Lo storico edificio di corso della Giovecca, nato all’inizio del Novecento come sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, è stato inaugurato il 6 ottobre 2026 nella nuova veste di Polo Culturale di Ferrara de La Galleria Bper.
Il progetto, realizzato dopo un intervento di recupero e rifunzionalizzazione, riunisce arte, architettura e memoria cittadina. Alla cerimonia hanno partecipato i vertici di Bper, esponenti delle istituzioni e rappresentanti del mondo culturale locale. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune di Ferrara ed è stata sviluppata insieme alla Fondazione di Ferrara e alla Soprintendenza.
Una collezione racconta Ferrara
Il piano nobile ospita il percorso permanente “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente”, curato da Lucia Peruzzi e Luciano Rivi. L’esposizione occupa circa 760 metri quadrati e propone dipinti, sculture, disegni e stampe provenienti dai nuclei storici dell’ex Cassa di Risparmio di Ferrara e da altre raccolte di Bper.
Il percorso attraversa un arco temporale che va dal Rinascimento al Novecento. Tra i lavori presenti figurano l’“Allegoria del Buon governo” di Gaspare Venturini, già parte della decorazione del Camerino dei Libri voluto dal duca Cesare d’Este per Palazzo dei Diamanti, e il “Ritratto di Gabriele Tadino” di Tiziano e bottega. La sezione dedicata all’età moderna comprende inoltre opere di Gaetano Previati, Giuseppe Mentessi, Filippo de Pisis, Achille Funi, Arrigo Minerbi e Jules Pierre Van Biesbroeck.
Secondo Fabio Cerchiai, presidente di Bper, il palazzo permette di intrecciare la vicenda della città, quella della banca e il valore delle opere conservate. In occasione dell’inaugurazione ha sottolineato che rendere nuovamente accessibile questo patrimonio significa trasformare la memoria in uno strumento di conoscenza, incontro e partecipazione.
Il palazzo torna alla comunità
L’apertura è stata accolta dalle istituzioni come un rafforzamento della rete culturale ferrarese. Marco Gulinelli, assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, ha definito il nuovo spazio un luogo destinato alla ricerca, al confronto e alla divulgazione, mentre Marcella Zappaterra, consigliera della Regione Emilia-Romagna, ha evidenziato la necessità che l’edificio sia frequentato da cittadini, scuole, studenti e visitatori.
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La Fondazione di Ferrara ha annunciato anche la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con Bper e il prossimo trasferimento della propria sede all’interno del palazzo. Il presidente Riccardo Maiarelli ha spiegato che l’ente intende partecipare attivamente alla gestione del nuovo spazio, con l’obiettivo di renderlo accessibile e animato dalla comunità, non soltanto visitabile in occasione dell’inaugurazione.
Per Cecilia Bavera, direttrice regionale Emilia Est–Romagna di Bper, il progetto riflette il rapporto costruito dalla banca con il territorio. Sabrina Bianchi, responsabile del Patrimonio Culturale de La Galleria Bper, ha invece ricordato che con Ferrara salgono a tre i Poli Culturali Bper aperti al pubblico, accomunati dalla volontà di restituire ai territori i patrimoni formatisi al loro interno.
L’archivio aggiunge la memoria documentaria
Accanto alle opere, il Polo presenta anche il patrimonio dell’Archivio storico Bper. La documentazione si estende per circa 570 metri lineari e comprende serie amministrative e contabili risalenti al 1838, utili a ricostruire non solo l’evoluzione dell’istituto, ma anche i cambiamenti economici, sociali, urbanistici e culturali attraversati da Ferrara.
Nella Sala del Consiglio, fotografie, documenti, progetti e strumenti digitali confluiscono nel percorso narrativo e multimediale “I Palazzi Testimoni di Bper”. La sezione dedicata ai materiali d’archivio completa così il racconto affidato alla collezione permanente e alle future mostre temporanee, mantenendo al centro il legame tra la storia dell’edificio e quella della città.
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