Ferrara riapre Palazzo Barbantini-Koch: dentro 135 opere e cinque secoli di storia
Dopo il recupero, lo storico edificio diventa il Polo Culturale di Ferrara de La Galleria Bper, con una collezione permanente, mostre e un archivio aperto alla città.
Centotrentacinque opere, 18 sale espositive e circa 760 metri quadrati per ripercorrere la storia artistica di Ferrara dal Rinascimento al Novecento. Sono i numeri del nuovo Polo Culturale di Ferrara de La Galleria Bper, allestito nello storico Palazzo Barbantini-Koch e inaugurato il 6 ottobre dopo un intervento di recupero e riorganizzazione degli spazi.
L’edificio di corso della Giovecca, nato nei primi anni del Novecento come sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, torna così a essere accessibile alla collettività. Al suo interno convivono la raccolta permanente, le esposizioni temporanee e i materiali dell’Archivio storico Bper, in un percorso che unisce opere d’arte, architettura e memoria cittadina.
Una collezione racconta Ferrara
Il percorso permanente, intitolato “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente”, è stato curato da Lucia Peruzzi e Luciano Rivi. La selezione riunisce i nuclei dell’ex Cassa di Risparmio di Ferrara con opere appartenenti ad altre raccolte della collezione aziendale Bper, seguendo l’evoluzione dell’arte dal Rinascimento fino al XX secolo.
La sezione dedicata all’arte antica ricostruisce il gusto collezionistico locale e i legami con la cultura estense. Le sale riservate all’Ottocento e al Novecento presentano invece la vivacità dell’ambiente ferrarese attraverso lavori di Gaetano Previati, Giuseppe Mentessi, Filippo de Pisis, Achille Funi, Arrigo Minerbi e Jules Pierre Van Biesbroeck.
Tra i pezzi esposti figura l’Allegoria del Buon governo di Gaspare Venturini, in origine parte della decorazione del Camerino dei Libri commissionato dal duca Cesare d’Este per Palazzo dei Diamanti. Il pubblico può inoltre vedere il Ritratto di Gabriele Tadino di Tiziano e bottega, insieme ad altre testimonianze della varietà e della consistenza della raccolta.
L’archivio riporta in vita la città
La visita non si limita ai dipinti e alle sculture. L’Archivio storico Bper conserva circa 570 metri lineari di documenti, comprese serie amministrative e contabili che risalgono al 1838: un patrimonio utile a seguire non solo la vicenda dell’istituto, ma anche i cambiamenti economici, sociali, urbanistici e culturali attraversati da Ferrara.
Nella Sala del Consiglio, fotografie, documenti, progetti e strumenti digitali sono inseriti nel progetto narrativo e multimediale “I Palazzi Testimoni di Bper”. L’iniziativa accompagna il visitatore dentro la memoria degli edifici e del rapporto costruito nel tempo tra la banca e i territori.
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Un luogo aperto alla comunità
L’inaugurazione si è svolta alla presenza dei vertici di Bper, delle istituzioni e degli esponenti del mondo culturale ferrarese. Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Comune di Ferrara ed è stato sviluppato con la collaborazione della Fondazione di Ferrara e della Soprintendenza.
Per Fabio Cerchiai, presidente di Bper, il nuovo polo rappresenta un passaggio nella valorizzazione del legame tra l’istituto e le comunità locali. “Restituire questo patrimonio alla fruizione pubblica significa per noi trasformare la memoria in una risorsa viva”, ha dichiarato, indicando nel palazzo un punto d’incontro tra la storia della città, le opere e i documenti della Cassa di Risparmio di Ferrara.
L’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli ha sottolineato che la riapertura aggiunge un elemento importante alla rete culturale cittadina e restituisce ai ferraresi uno spazio destinato alla conoscenza, alla ricerca e al confronto. Marcella Zappaterra, consigliera della Regione Emilia-Romagna, ha invece richiamato la necessità di fare del palazzo non soltanto un edificio recuperato, ma un luogo frequentato da residenti, scuole, studenti e visitatori.
La nuova rete culturale Bper
Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione di Ferrara, ha annunciato anche la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con Bper e l’imminente trasferimento della sede della Fondazione all’interno del palazzo. L’obiettivo è contribuire alla gestione di uno spazio partecipato, superando la precedente funzione amministrativa dell’edificio.
Cecilia Bavera, direttrice regionale Emilia Est-Romagna di Bper, ha evidenziato il ruolo del polo nel rapporto tra la banca e il territorio. Sabrina Bianchi, responsabile del Patrimonio culturale de La Galleria Bper, ha ricordato infine che Ferrara è il terzo polo culturale Bper aperto al pubblico: tre sedi differenti, accomunate dall’intento di rendere accessibili patrimoni nati e cresciuti nei territori di riferimento.
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