Ferrara, il palazzo torna alla città: dentro il nuovo Polo Bper
Palazzo Barbantini-Koch riapre dopo il recupero con 135 opere, l’archivio storico della banca e un programma dedicato alla memoria culturale ferrarese.
Un edificio legato da oltre un secolo alla storia economica di Ferrara cambia funzione e si apre nuovamente alla cittadinanza. Palazzo Barbantini-Koch, in corso della Giovecca, è stato inaugurato il 6 ottobre come Polo Culturale di Ferrara de La Galleria Bper, dopo un intervento di recupero e adeguamento degli spazi.
La nuova sede riunisce arte, architettura e documenti storici. Il piano nobile ospita la collezione permanente, mentre altre sale saranno dedicate alle esposizioni temporanee e alla valorizzazione dell’Archivio storico Bper. Alla presentazione hanno partecipato i vertici dell’istituto, rappresentanti del Comune, della Regione, della Fondazione di Ferrara e della Soprintendenza.
Un edificio restituito alla comunità
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Bper, Comune di Ferrara, Fondazione di Ferrara e Soprintendenza. L’obiettivo è riportare nella vita cittadina un palazzo progettato nei primi anni del Novecento per accogliere la Cassa di Risparmio di Ferrara, trasformandolo da sede amministrativa in spazio destinato alla cultura e alla partecipazione.
Per Fabio Cerchiai, presidente di Bper, il nuovo Polo rappresenta un passaggio ulteriore nella valorizzazione del rapporto tra la banca e i territori. «Restituire questo patrimonio alla fruizione pubblica significa per noi trasformare la memoria in una risorsa viva», ha dichiarato, sottolineando il ruolo dell’edificio nel collegare la storia della città, le opere d’arte e i documenti della Cassa di Risparmio.
Anche le istituzioni locali hanno evidenziato il valore dell’apertura. Marco Gulinelli, assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, ha definito il palazzo un nuovo elemento della rete culturale cittadina e ha ricordato l’importanza di renderlo accessibile alla ricerca, alla formazione e al confronto pubblico.
Una collezione in 18 sale
Il percorso permanente si intitola “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente” ed è curato da Lucia Peruzzi e Luciano Rivi. La mostra occupa circa 760 metri quadrati e propone 135 opere, tra dipinti, sculture, disegni e stampe, distribuite in 18 sale.
La selezione unisce i nuclei provenienti dall’ex Cassa di Risparmio di Ferrara ad altre opere della raccolta d’arte di Bper. Il percorso attraversa un arco temporale che va dal Rinascimento al Novecento e affianca alla storia artistica quella del collezionismo bancario ferrarese.
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Tra i lavori esposti figurano l’“Allegoria del Buon governo” di Gaspare Venturini, un tempo parte della decorazione del Camerino dei Libri commissionato dal duca Cesare d’Este per Palazzo dei Diamanti, e il “Ritratto di Gabriele Tadino” di Tiziano e bottega. La sezione moderna comprende opere riconducibili, tra gli altri, a Gaetano Previati, Giuseppe Mentessi, Filippo de Pisis, Achille Funi, Arrigo Minerbi e Jules Pierre Van Biesbroeck.
Marcella Zappaterra, consigliera della Regione Emilia-Romagna, ha rimarcato che l’intervento non si limita al recupero di un immobile storico. «La sfida ora è fare in modo che questo non sia solo un luogo bello da inaugurare ma uno spazio vissuto dai ferraresi, dalle scuole, da chi studia, da chi visita la città», ha affermato, richiamando la necessità di un utilizzo stabile e partecipato.
L’archivio racconta Ferrara
Accanto alle opere, il Polo presenta una parte della memoria documentaria conservata dall’Archivio storico Bper. Il patrimonio comprende circa 570 metri lineari di materiali, con serie amministrative e contabili che risalgono al 1838.
Questa documentazione permette di seguire non soltanto l’evoluzione dell’istituto bancario, ma anche i cambiamenti economici, sociali, urbanistici e culturali attraversati da Ferrara. Nella storica Sala del Consiglio, fotografie, progetti, documenti e strumenti digitali entrano nel percorso “I Palazzi Testimoni di Bper”, dedicato alla storia degli edifici e del loro rapporto con i territori.
Per Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione di Ferrara, il palazzo può diventare un luogo stabile di partecipazione. In occasione dell’inaugurazione è stata inoltre resa pubblica la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con Bper, collegato all’imminente trasferimento della sede della Fondazione nell’edificio.
Con l’apertura di Ferrara salgono a tre i Poli Culturali Bper accessibili al pubblico. Sabrina Bianchi, responsabile del Patrimonio culturale de La Galleria Bper, ha spiegato che i tre spazi hanno storie differenti ma condividono l’intento di riportare nelle città opere, archivi e testimonianze, facendoli diventare strumenti di conoscenza e relazione.
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