Felhur x Andro, la rabbia diventa coro: il caso Mangione scuote il rap francese
Tra filosofia, critica al capitalismo e inviti alla rivolta, il duo francese porta nei concerti versi sempre più estremi e discussi.
Nei concerti di Felhur x Andro la protesta sociale non resta confinata ai testi: i ritornelli vengono ripetuti dal pubblico e trasformano la rabbia contro le élite in una partecipazione collettiva. Il duo francese, ormai seguito da un pubblico sempre più ampio e capace di riempire le sale in tutta la Francia, ha però spostato il proprio linguaggio verso immagini di incendi, rivolte e vendetta.
A rendere particolarmente controversa questa evoluzione è il richiamo a Luigi Mangione, l’uomo accusato dell’assassinio di Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealthcare, ucciso a New York nel dicembre 2024. La domanda che accompagna i nuovi brani è se la denuncia delle disuguaglianze possa arrivare fino a trasformare un imputato per omicidio in un simbolo della ribellione.
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Il caso Mangione entra nei testi
Il nome di Mangione compare due volte in Bourgeois jouissent, canzone uscita a settembre. Nel pezzo, la figura dell’americano viene associata al rancore verso i ricchi, descritti come protetti da privilegi e impunità mentre le conseguenze delle loro decisioni ricadono sui ceti popolari.
La canzone presenta inoltre le rivolte urbane come una risposta comprensibile alle ingiustizie. Il ritornello si interroga su come sia possibile accusare i vandali senza confrontarsi con le cause della protesta: «Come si possono biasimare i vandali?». La condanna dei danni materiali viene così rappresentata come il segno di una distanza dalle ragioni sociali della rabbia.
Dalla divulgazione alla provocazione
Felix Hurault, autore dei testi ed ex insegnante di filosofia, forma il duo insieme ad Antoine Pinchaud, compositore ed ex campione di beatbox. La loro prima notorietà è arrivata sui social, grazie a brani costruiti sui versi di Victor Hugo, Baudelaire e Verlaine, con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alla letteratura e al pensiero filosofico.
Nel marzo 2023 Le Monde li aveva indicati tra i cinque profili TikTok da seguire per imparare qualcosa, riconoscendo il valore divulgativo dei loro contenuti. Due anni dopo, lo stesso quotidiano li ha invitati a esibirsi al proprio festival, inserendoli tra i talenti emergenti del rap francese. Anche diverse testate musicali hanno apprezzato il loro impegno contro le disuguaglianze.
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Incendi e rivolte sul palco
Il tono dei testi, nel frattempo, è diventato più duro. In Qu’est-ce qu’on attend?, pubblicato a gennaio 2025, il ritornello ripete l’invito: «Che cosa aspettiamo ad appiccare il fuoco?». La formula richiama la tradizione del rap di protesta francese e, in particolare, gli NTM, che l’avevano già utilizzata nel 1995 provocando forti reazioni.
In Hôtel, invece, il fuoco viene evocato contro una serie di bersagli: dai programmi televisivi ai proprietari immobiliari, passando per le istituzioni politiche. Le immagini non restano isolate sulla pagina, perché durante le esibizioni sono pensate per essere scandite insieme agli artisti.
Il pubblico amplifica il messaggio
A ottobre Felhur x Andro hanno suonato alla Maroquinerie di Parigi. Il loro spettacolo combina rap, punk, teatralità e intervento diretto degli spettatori, che trasformano i passaggi dedicati alla rivolta in cori collettivi.
Il punto controverso non riguarda l’esistenza della protesta sociale, elemento storico della cultura rap, ma la scelta dei riferimenti utilizzati per rappresentarla. Il richiamo a Mangione e l’insistenza sulle fiamme rendono così più sottile il confine tra critica del potere e celebrazione della violenza.
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