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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Giulia, il film diventa una scelta civile: perché il padre ha detto sì

Alla Festa del Cinema di Roma arriva Se domani non torno, opera ispirata alla storia di Giulia Cecchettin e al percorso pubblico della sua famiglia.

Una testimonianza ricevuta casualmente in aereo ha avuto un peso decisivo nella scelta di Gino Cecchettin di sostenere un film sulla figlia Giulia. Una ragazza gli raccontò che la storia della giovane le aveva permesso di restare in vita: un episodio che, dopo il libro Cara Giulia, ha contribuito a convincerlo ad affrontare nuovamente il dolore davanti al pubblico.

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Il dolore diventa impegno pubblico

La pellicola Se domani non torno, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma in collaborazione con Alice nella Città, nasce proprio da questa esigenza. Gino Cecchettin ha spiegato che trasformare una vicenda personale in un racconto può offrire a qualcun altro una possibilità di comprensione o persino una via d’uscita.

«Se non raccontiamo il dolore, purtroppo quel dolore lo riviviamo», ha detto il padre di Giulia durante l’incontro. La famiglia ha scelto così di rendere pubblico ciò che avrebbe potuto restare confinato nella sfera privata, con l’obiettivo di spingere i più giovani a riconoscere situazioni rischiose e a trovare la forza per reagire.


La storia resta dalla parte della famiglia

Diretto da Paola Randi e scritto dalla regista insieme a Lisa Nur Sultan, il film segue gli eventi dal punto di vista dei familiari della vittima. L’ambientazione è Vigonovo e il racconto attraversa i giorni della scomparsa di Giulia, l’attenzione mediatica, il ritrovamento del corpo e l’arresto dell’ex fidanzato Filippo Turetta, condannato all’ergastolo.

L’uomo non viene mai mostrato né indicato per nome. Al centro restano invece Giulia, descritta come una ragazza solare vicina alla laurea, e le conseguenze della sua morte sui familiari. Il lungometraggio richiama anche le prese di posizione di Elena sul patriarcato e sulla cultura dello stupro, oltre alla nascita della Fondazione Giulia Cecchettin.

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Un film contro l’alibi del colpevole

Paola Randi ha sottolineato che la scelta di non nominare l’assassino era già presente nel libro del padre e ha guidato anche la scrittura cinematografica. «Questo è un film che racconta la storia dell’assenza di Giulia e il percorso che la sua famiglia ha fatto per riuscire a trasformare un dolore privato così grande in impegno civile», ha affermato la regista.

Secondo Randi, concentrare tutto su una singola figura criminale rischia di far sentire il resto della società estraneo al problema. La regista ha quindi richiamato la responsabilità collettiva nella lotta ai femminicidi e ha indicato nella famiglia Cecchettin un esempio di mobilitazione delle coscienze: anche il patriarcato, essendo prodotto dalla società, può essere messo in discussione e superato.


Arrivo nelle sale il 5 novembre

Se domani non torno è liberamente ispirato a Cara Giulia, il libro scritto da Gino Cecchettin con Marco Franzoso. La produzione e la distribuzione sono affidate a Notorious Pictures, mentre l’uscita nei cinema è fissata per il 5 novembre.

Filippo Timi interpreta Gino Cecchettin e Sabrina Martina veste i panni di Giulia. Nel gruppo degli interpreti figurano anche Tecla Bossi nel ruolo di Elena, Tommaso Allione in quello di Davide, oltre a Rossana Mortara, Lia Grieco, Denis Fasolo e Linda Caridi.

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