Fedez attacca Giletti, archiviato il procedimento per diffamazione
Il provvedimento riguarda i servizi sui rapporti con Luca Lucci; in serata il conduttore risponderà all’attacco televisivo.
Il Tribunale di Milano ha archiviato il procedimento per diffamazione avviato da Fedez contro Massimo Giletti, Moreno Pisto ed Enrico Lupino. La decisione, datata 26 maggio e resa nota lunedì 26 ottobre, arriva poche ore prima di una nuova puntata de “Lo Stato delle Cose”, in programma alle 21.20 su Rai 3.
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Il nuovo attacco a Giletti
La polemica è nata dopo che un inviato della trasmissione ha chiesto al rapper un commento sul confronto con Marracash seguito ai disordini di Milano. Fedez ha evitato di rispondere sul tema e ha rivolto le proprie critiche al conduttore: «Che siate d’accordo con me o no, Giletti fa feccia».
Parlando del servizio, il cantante ha sostenuto che sarebbero state mostrate soltanto le sue parole più dure. Ha aggiunto che Giletti dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, rivedere il modo di lavorare e riflettere sulla deontologia professionale. All’inviato ha poi spiegato di non voler discutere con il programma nel quale sarebbe stato inserito il contributo.
La replica di Giletti è arrivata attraverso l’anticipazione diffusa sui canali della trasmissione. Il conduttore ha rilanciato il filmato e ha annunciato: «Io dovrei farmi un esame di coscienza e raddrizzare la schiena? Ne parliamo domani sera».
Cosa ha deciso il Tribunale
Il procedimento riguardava alcuni servizi trasmessi nel marzo 2025 sui rapporti tra Fedez, Luca Lucci, capo ultrà della Curva Sud del Milan, e ambienti della criminalità milanese. La Procura aveva chiesto l’archiviazione, ma il rapper si era opposto sollecitando ulteriori accertamenti.
Il giudice per le indagini preliminari ha respinto l’opposizione, ritenendo rispettati i requisiti di verità, pertinenza e continenza richiesti per il diritto di cronaca. Nella motivazione si legge che i servizi avevano riportato «dei dati che ontologicamente corrispondono a verità», anche attraverso intercettazioni telefoniche presenti nell’inchiesta penale su Lucci.
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I contenuti contestati da Fedez
Nella denuncia, il rapper aveva sostenuto che i servizi avessero danneggiato la sua reputazione accostandolo a persone coinvolte in vicende criminali. Tra gli elementi contestati figuravano i rapporti con Lucci, alcuni progetti commerciali legati a barberie nella zona del Duomo, la vendita di bevande nei chioschi di San Siro e la possibile acquisizione della discoteca Old Fashion.
Fedez aveva evidenziato che quelle iniziative non erano poi state realizzate. Secondo il Tribunale, tuttavia, questa circostanza non modifica la veridicità del nucleo principale della ricostruzione trasmessa.
Un altro punto della querela riguardava i riferimenti al pestaggio del personal trainer Cristiano Iovino. Il rapper riteneva che allusioni e accostamenti potessero suggerire una sua vicinanza ad ambienti malavitosi.
Il giudizio sul linguaggio televisivo
Il giudice ha riconosciuto che i servizi utilizzavano un tono pensato per mantenere alta l’attenzione del pubblico e comprendevano collegamenti capaci di suggerire una responsabilità non dimostrata. Questo rilievo, però, non ha portato a ritenere superati i limiti del diritto di cronaca.
Nella valutazione del Tribunale, infatti, la ricostruzione dei fatti nella sua sostanza è rimasta aderente alla verità storica. Per questo il procedimento è stato archiviato.
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