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Attualità 2 min di lettura5 ore fa

Fbi sotto pressione: dati dei candidati nelle mani degli hacker

L’agenzia statunitense teme una fuga di informazioni personali e prepara incontri informativi per il personale, mentre prosegue la verifica dell’attacco

L’Fbi prepara incontri informativi a distanza per aggiornare il personale dopo l’intrusione informatica attribuita al gruppo ShinyHunters. Nel frattempo, l’agenzia invita dipendenti e collaboratori a prestare particolare cautela, sia negli uffici sia nelle abitazioni.

Il personale è stato esortato a comunicare qualsiasi contatto insolito o minaccioso, a ignorare le telefonate provenienti da numeri non riconosciuti e a predisporre messaggi vocali realizzati con voci generate dall’intelligenza artificiale. Le indicazioni mirano a ridurre il rischio di ulteriori tentativi di manipolazione o intimidazione.


L’agenzia parla di incidente informatico

In un documento interno distribuito venerdì, i dirigenti dell’Fbi hanno definito l’episodio un incidente di cybersicurezza. Nello stesso messaggio è stato ammesso che alcune informazioni personali riferibili ai dipendenti sono finite fuori dai sistemi dell’agenzia.

Le verifiche, però, non hanno ancora chiarito con precisione quante persone siano coinvolte né l’intero contenuto dei dati acquisiti. Gli investigatori stanno infatti cercando di ricostruire il percorso seguito dagli aggressori per accedere alla piattaforma.


Nel mirino il portale per le assunzioni

Secondo le prime ricostruzioni, il punto d’ingresso sarebbe stato il sito utilizzato per raccogliere le candidature di lavoro. ShinyHunters ha sostenuto di avere ottenuto le informazioni di tutti coloro che hanno presentato una domanda per entrare nell’Fbi e ha minacciato di pubblicarle in rete.

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Tra i dati potenzialmente sottratti figurano indirizzi di abitazione, numeri di Social Security, incarichi sottoposti a riservatezza e altri elementi identificativi. Il gruppo ha parlato di decine di migliaia di persone interessate, comprese figure attualmente in servizio e già uscite dall’organico.


Portata ancora da accertare

La rivendicazione è arrivata quasi una settimana prima delle attuali valutazioni dell’agenzia, che non ha ancora concluso l’analisi dell’accaduto. L’eventuale diffusione delle informazioni potrebbe esporre molti dipendenti ed ex dipendenti a rischi sul piano della privacy e della sicurezza personale.

L’episodio viene considerato una delle più rilevanti fughe di dati riservati che abbiano interessato il governo degli Stati Uniti. Il numero definitivo delle persone coinvolte e la quantità esatta di documenti prelevati saranno stabiliti soltanto al termine dell’indagine.

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