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Attualità 3 min di lettura8 min fa

Fatto, l’offerta di Del Vecchio può svelare il vero punto debole

La verifica dei conti di Seif precederebbe l’Opa e potrebbe far emergere un fabbisogno finanziario fino a 4 milioni di euro.

Il passaggio più delicato dell’operazione non è soltanto il prezzo proposto per le azioni, ma l’analisi dei bilanci che dovrebbe precedere l’eventuale Opa. Lmdv Media vuole infatti esaminare in profondità la situazione economica di Seif, la società editrice del Fatto Quotidiano, per capire quante risorse servano alla sua continuità nei prossimi 24 mesi.

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La verifica che può cambiare l’offerta

La due diligence è una procedura di controllo dei conti e delle prospettive finanziarie di un’azienda prima di un’acquisizione o di un investimento. Nel caso di Seif, l’obiettivo sarebbe valutare fabbisogno operativo, liquidità disponibile e sostenibilità dell’attività editoriale.

Secondo le stime preliminari elaborate da Lmdv Media sui documenti pubblici, la società potrebbe avere bisogno di un sostegno aggiuntivo non superiore a 4 milioni di euro. Se l’esame dei dati non confermasse questa valutazione, l’offerta potrebbe non partire; una simile eventualità, tuttavia, avrebbe potenziali effetti sul valore del titolo in Borsa perché costituirebbe un’informazione rilevante per il mercato.

I numeri più recenti di Seif mostrano un quadro in peggioramento. Nel 2025 il valore della produzione è arrivato a 37,11 milioni di euro, contro i 35,92 milioni dell’anno precedente, ma la perdita è salita a 2,59 milioni rispetto agli 1,73 milioni del 2024. Nello stesso periodo, l’indebitamento finanziario netto è passato da 3,42 a 4,95 milioni di euro. Per la capogruppo, il consiglio di amministrazione ha proposto di rinviare a nuovo una perdita di esercizio pari a 2,82 milioni.


Obiettivo: uscire dalla Borsa

Lmdv Media, società di investimento collegata a Lmdv Capital, ha autorizzato l’analisi preliminare in vista di un’offerta volontaria totalitaria su Seif. Leonardo Maria Del Vecchio propone 0,28 euro per azione e punta a superare l’82% del capitale, così da rendere inefficace il limite statutario che oggi impedisce di detenere più del 17%.

L’operazione avrebbe come traguardo il delisting, cioè la revoca della quotazione del titolo. La nota è stata diffusa domenica 25 ottobre, a mercati chiusi, e precisa che l’offerta resta legata agli esiti dell’esame dei conti e delle condizioni finanziarie della società.

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L’iniziativa si inserisce nel percorso di espansione di Del Vecchio nell’editoria. Lmdv detiene partecipazioni in 22 società, controlla l’editrice del Quotidiano Nazionale — che pubblica Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno — e possiede il 30% de Il Giornale.


Il botta e risposta con Travaglio

L’operazione arriva dopo lo scontro a distanza tra Del Vecchio e Marco Travaglio. Venerdì 23 ottobre, su X, Del Vecchio aveva definito i giornalisti del Fatto «ratti del giornalismo», reagendo a un articolo sulle intercettazioni dell’inchiesta Equalize.

Nel suo editoriale del lunedì, Travaglio ha replicato: «A parte che il signorino ha provato in tutti i modi a incontrare noi, ratti del giornalismo, ma invano, resta da capire quando finisca l’effetto della morfina. O quanti denti del giudizio gli abbia donato madre natura». Non è chiaro se il testo fosse stato scritto prima dell’annuncio dell’Opa.

Sul fronte finanziario, il bilancio 2024 di Lmdv indicava un utile netto di 31.917 euro, un attivo di 516 milioni e debiti per 358 milioni, distribuiti tra Del Vecchio e gli istituti bancari. La holding ha inoltre comunicato un’esposizione debitoria di 950 milioni; Lmdv Media risulta data in pegno alle banche che hanno finanziato le acquisizioni.

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