Famiglie meno abbienti, l’esenzione dal bollo vale di più
Il beneficio medio è dello 0,36%, ma arriva allo 0,9% tra i nuclei con minore capacità di spesa
L’esenzione dal bollo auto riduce maggiormente il peso delle spese per le famiglie con redditi più bassi. Il risparmio medio è dello 0,36%, ma raggiunge lo 0,9% nel decile con la minore capacità di spesa.
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La tassa da ridisegnare
L’eventuale stabilizzazione dell’agevolazione dovrebbe accompagnarsi a una revisione del bollo residuo. Il tributo, infatti, non considera né l’utilizzo effettivo del veicolo né il suo valore e presenta un legame soltanto parziale con le emissioni.
Oggi il beneficio è previsto per il prossimo anno, ma il Governo sta valutando di renderlo permanente. Se diventasse strutturale, non avrebbe più soltanto una funzione di compensazione contro l’aumento dei prezzi e comporterebbe un costo ricorrente per i conti pubblici.
Le proposte della maggioranza
Fratelli d’Italia chiede di estendere l’esenzione alle auto fino a 160 kW appartenenti alle famiglie con quattro figli. Secondo le stime riportate, l’ampliamento richiederebbe 40 milioni di euro ogni anno.
Forza Italia punta invece a eliminare il bollo per tutte le prime auto. Le due ipotesi allargherebbero una misura che al momento riguarda la prima vettura fino a 80 kW, oppure la moto di chi non possiede un’automobile già esentata.
Il risparmio per fascia economica
L’impatto cambia sensibilmente in base alle risorse disponibili. Per il 10% delle famiglie con il budget più contenuto, la cancellazione del tributo vale una riduzione dello 0,9% sulla spesa complessiva; il dato scende allo 0,7% nel secondo decile e allo 0,6% nel terzo, fino ad arrivare allo 0,1% tra i nuclei più abbienti.
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Il vantaggio economico, calcolato in valore assoluto, rimane invece quasi uniforme. L’esenzione coinvolge il 63% delle famiglie e produce un risparmio medio di 168,4 euro, mentre per le moto la cifra indicata è di 59 euro. La stessa somma incide di più quando il bilancio familiare è ridotto.
Il confronto con le accise
La distribuzione del beneficio è opposta rispetto a quella del taglio delle accise sui carburanti. Per queste ultime, la riduzione pesa in modo simile sulla spesa dei diversi gruppi, con valori compresi tra lo 0,2% e lo 0,3%, ma il risparmio in euro cresce insieme alla disponibilità economica.
La differenza dipende dal meccanismo dei due prelievi. Le accise aumentano per chi consuma più carburante, una situazione generalmente associata alle famiglie più ricche e alle auto di maggiore potenza. Il bollo, invece, non dipende dai chilometri percorsi: viene pagato anche per un’auto lasciata ferma e cresce molto meno rispetto al prezzo del veicolo, mantenendosi inoltre invariato mentre il mezzo perde valore.
I dati sono contenuti nel Focus 5/2026 dell’Ufficio parlamentare di bilancio. Quattro anni fa la stessa Autorità aveva analizzato l’effetto distributivo degli sconti generalizzati sulle accise, giudicati più favorevoli ai nuclei economicamente forti; l’esame del bollo restituisce un risultato contrario.
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