Fame infantile, allarme globale: solo il 31% degli aiuti è arrivato
Save the Children denuncia una crisi alimentare aggravata da guerre, clima e riduzione dei fondi: milioni di minori rischiano conseguenze irreversibili.
La fame colpisce i bambini proprio negli anni più delicati della crescita: secondo Save the Children, 181 milioni di minori sotto i 5 anni vivono in condizioni di grave povertà alimentare. Di questi, quasi 43 milioni affrontano una forma acuta di malnutrizione e 12 milioni quella grave, mentre questa condizione è ancora legata a quasi metà dei decessi infantili sotto i cinque anni nel mondo.
L’allarme è stato diffuso alla vigilia della Giornata mondiale dell’Alimentazione. L’organizzazione sottolinea che soltanto un bambino su tre riceve il trattamento nutrizionale necessario e avverte che i danni provocati dalla malnutrizione nei primi anni possono compromettere in modo permanente salute e sviluppo.
Douglas
Fino al -25% su Douglas via app
Gli aiuti restano molto lontani dal necessario
L’analisi realizzata in quasi 20 Paesi, tra cui Sudan, Yemen e Somalia, mostra che all’inizio di ottobre era stato raccolto appena il 31% delle risorse richieste per le emergenze nutrizionali più gravi. A fronte di un fabbisogno di 10 miliardi di dollari, gli stanziamenti effettivi ammontavano a circa 3,1 miliardi.
Nel 2025, 266 milioni di persone, pari al 22,9% della popolazione considerata in 47 Paesi e territori, hanno dovuto fare i conti con livelli elevati di insicurezza alimentare acuta. La riduzione dei finanziamenti ha ristretto gli interventi da 36 milioni di donne e bambini inizialmente previsti a 16,7 milioni di beneficiari, lasciando senza cure quasi due milioni di minori colpiti dalla forma più grave di malnutrizione e mettendo in pericolo circa 369.000 persone.
Guerre e clima spingono la fame
I conflitti sono indicati come il principale motore della fame infantile: distruggono le reti di approvvigionamento, provocano sfollamenti e rendono più difficile raggiungere ospedali e servizi nutrizionali. Nel 2025, 23,1 milioni delle 39,1 milioni di persone che vivevano in condizioni di emergenza alimentare si trovavano in Paesi dove la guerra costituiva il fattore dominante.
A Gaza, oltre 1,2 milioni di persone erano nella fase 3 o in livelli superiori della classificazione IPC. Senza assistenza alimentare, fino a dicembre 2026 circa il 90% degli abitanti, pari a 1,9 milioni di persone, potrebbe affrontare una grave crisi alimentare. Entro aprile 2027, inoltre, più di 74.000 bambini sotto i cinque anni rischiano la malnutrizione acuta, compresi oltre 11.000 casi gravi.
Tagli che lasciano intere comunità senza cure
In Sudan, nel 2026, la malnutrizione acuta grave potrebbe riguardare circa 825.000 bambini sotto i cinque anni: il 7% in più rispetto al 2025 e il 25% oltre il livello precedente allo scoppio del conflitto. In Afghanistan, nello stesso arco di quattro anni, i casi complessivi tra i minori sotto i cinque anni sono aumentati del 14%, fino a raggiungere 3,7 milioni nel 2026.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Nello stesso Paese, il sostegno internazionale è diminuito di quasi il 70% e 600 strutture sanitarie hanno chiuso o sospeso le attività. Sono così rimaste senza assistenza circa 4 milioni di persone, per metà bambini. In Uganda più di un milione di rifugiati ha perso il sostegno alimentare; ad Haiti, invece, l’interruzione dei pasti caldi ha aggravato la situazione delle famiglie sfollate.
Il rischio di una crisi ancora peggiore
La crisi climatica contribuisce a circa un terzo dei casi globali di insicurezza alimentare acuta. L’intensificarsi di El Niño potrebbe causare siccità più dure e alluvioni, danneggiando i raccolti, facendo salire il costo dei beni essenziali e riducendo la disponibilità di acqua potabile.
Anche l’escalation in Medio Oriente sta interrompendo gli scambi commerciali e aumentando il costo di cibo e carburante. Se il conflitto dovesse prolungarsi, altri 45 milioni di persone potrebbero entrare in condizioni di grave difficoltà alimentare. Nel 2025, inoltre, le risorse per interventi alimentari, agricoli e nutrizionali sono diminuite del 59% rispetto al 2022.
Save the Children avverte che un’ulteriore contrazione rapida dei fondi potrebbe provocare fino a 22,6 milioni di morti aggiuntive entro il 2030, tra cui 5,4 milioni di bambini sotto i cinque anni. Daniela Fatarella, direttrice generale dell’organizzazione, ha sostenuto che la malnutrizione può essere prevenuta e che servono investimenti continuativi, sistemi sanitari più solidi e interventi capaci di agire prima che le emergenze degenerino.
Tra i Paesi più esposti c’è lo Yemen, dove circa 2,2 milioni di bambini, quasi uno su quattro, soffrono di malnutrizione acuta a causa della guerra e della crisi economica. Il testo dell’analisi si interrompe mentre descrive gli effetti della recente escalation sulla situazione del Paese.
Continua a leggere
Peshawar, scuola crollata: 28 vittime e bambini ancora sotto le macerie
Il cedimento in un istituto privato ha provocato decine di morti e feriti: i soccorritori cercano altri alunni, mentre restano da chiarire le cause.
Ucraina-Russia, l’allarme di Fabbri: basta una minaccia per allargare la guerra
Il direttore di Domino analizza il negoziato rilanciato dagli Stati Uniti, le mosse di Mosca e il peso esercitato da Donald Trump su Zelensky
Mar Nero, due petroliere in fiamme: otto persone disperse
Nicusor Dan accusa droni russi entrati nello spazio aereo della Romania: gli incendi sono divampati vicino alla foce di un canale del Danubio
Kamel in Israele prima del 7 ottobre? La versione di Netanyahu vacilla
A dodici giorni dalle elezioni, il premier israeliano parla della visita del capo dell’intelligence egiziana, ma la tv pubblica mette in dubbio il suo racconto.